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    13/nov/2016 da Forum Iuris
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[Giurisprudenza]
Il Caso.it
Ordine di liberazione nelle procedure di vendita disposte dal
curatore fallimentare
Tribunale di Mantova, 13 ottobre 2016. Rel. Laura De Simone.
Fallimento – Procedure di vendita dei beni immobili – Ordine
di liberazione del giudice delegato – Ammissibilità
In considerazione della natura delle vendite fallimentari, deve
ritenersi possibile, anche in ambito fallimentare, la pronuncia di
un ordine di liberazione ex art. 560 c.p.c. da parte del giudice
delegato della procedura, a prescindere dalla modalità di
liquidazione dei cespiti prescelta dal curatore.
Fallimento – Vendita dei beni immobili secondo le regole del
codice di procedura civile – Ordine di liberazione del giudice
delegato – Ammissibilità
Quando in sede fallimentare la vendita dei beni immobili è
programmata secondo le regole processualcivilistiche, può essere
disposto l’ordine di liberazione ai sensi dell’art. 560, comma 3,
c.p.c.,
trattandosi
di
norma
propria
dell’espropriazione
immobiliare funzionale a consentire al giudice della procedura di
disporre la liberazione del cespite da porre in vendita nell’intento
di rendere più appetibile il bene e venderlo quindi ad un miglior
prezzo e più celermente.
Fallimento – Procedure competitive per la vendita dei beni
immobili – Ordine di liberazione del giudice delegato –
Ammissibilità
L’ordine di liberazione di cui all’art. 560 c.p.c. può essere emesso
dal giudice delegato in ambito fallimentare anche quando il
curatore abbia scelto quale modalità di vendita dei beni immobili
le procedure competitive ai sensi dell’art. 107, comma 1, l.f.
risultando possibile ricorrere alle norme dell’espropriazione
forzata per regolare fattispecie non espressamente previste dalla
legge fallimentare.
(Massime a cura di Laura De Simone – Riproduzione riservata)
TRIBUNALE ORDINARIO DI MANTOVA
II Sezione Civile
IL GIUDICE DELEGATO
Riproduzione riservata
1
[Giurisprudenza]
Il Caso.it
Letta l’istanza in data 11 ottobre 2016 con cui il curatore rappresenta che
il complesso immobiliare identificato al lotto n. 12 del Programma di
Liquidazione, costituito da quattro appartamenti, un ufficio, un
laboratorio, un magazzino, una rimessa e circostante area cortiva sito in
Pegognaga, Strada Caramasche, 31, - identificato catastalmente: Comune
di Pegognaga: Fg. 41 part. 22 (sub 302-303-304-305)-41-79 (sub 1-2) 80-
83 - , risulta attualmente occupato, senza valido titolo, da parte di due
nuclei familiari di cittadini indiani e chiede di disporre la sostituzione
dell’attuale custode ed altresì che venga ordinato al nuovo custode di
procedere entro breve termine alla liberazione dell’immobile ex art.560
c.p.c.;
osservato che in ambito fallimentare è il curatore che sceglie, con il
programma di liquidazione, le modalità di vendita dei beni optando - ai
sensi del primo o secondo comma dell’art.107 l.f. - per le procedure
competitive ovvero per la liquidazione in base alle norme del codice di
procedura civile;
tenuto conto che in questa seconda ipotesi, quando la vendita è
programmata secondo le regole processualcivilistiche, può trovare sicura
applicazione l’art.560 III co. c.p.c. trattandosi di norma propria
dell’espropriazione immobiliare funzionale a consentire al giudice della
procedura di disporre la liberazione del cespite da porre in vendita
nell’intento di rendere più appetibile il bene e venderlo quindi ad un
miglior prezzo e più celermente, con liberazione eseguita- dopo la
modificazione operata dal D.L. n.59/2016 convertito in L.119/2016 –
direttamente
dal
custode,
senza
necessità
di
ricorso
all’attività
dell’ufficiale giudiziario;
valutato in ogni caso che la scelta del curatore di attuare le vendite
attraverso procedure competitive non incide sulla natura delle vendite
medesime, trattandosi comunque di vendite coattive, attuate contro la
volontà del fallito, per cui non pare eterodosso poter ricorrere, per le
vendite fallimentari in genere, alle norme dell’espropriazione forzata per
regolare fattispecie non espressamente previste dalla legge fallimentare;
ritenuto che in considerazione della natura della vendita e delle finalità
che la stessa realizza deve ritenersi quindi possibile, anche in ambito
fallimentare, la pronuncia di un ordine di liberazione da parte del giudice
della procedura – a prescindere dalla modalità di liquidazione dei cespiti
prescelta dal curatore –, apparendo irragionevole immaginare che
proprio laddove il curatore abbia adottato la modalità di vendita –
peraltro indicata dall’art.107 l.f. come via maestra - delle procedure
competitive, scegliendo quindi un agire semplificato e deformalizzato per
una gestione più efficiente e celere della procedura, sia poi costretto a
ricorrere ad un procedimento di cognizione ordinario per ottenere un
titolo per la liberazione dei beni e ad un successivo procedimento di
esecuzione per rilascio per la sua esecuzione, con moltiplicazione di
tempi e costi e conseguente pregiudizio dell’interesse dei creditori;
valutato quindi che nel caso di specie, quand’anche il curatore abbia
individuato nel programma di liquidazione, modalità di liquidazione ai
sensi dell’art. 107, comma 1, .l.f., può essere emesso in questa sede, in
adesione all’istanza del curatore, ordine di liberazione, risultando il
complesso immobiliare sopra individuato occupato da terzi senza titolo;
Riproduzione riservata
2
[Giurisprudenza]
Il Caso.it
considerato prodromico alla liberazione la nomina di un nuovo custode,
che si individua nell’Istituto Vendite Giudiziarie, professionalmente
attrezzato per lo svolgimento delle attività richieste;
visti gli artt.25 e 107 l.f. e l’art.560 III co. c.p.c.,
nomina
nuovo custode del complesso immobiliare sopra indicato l’Istituto
Vendite Giudiziarie di Mantova, revocando così la noma del precedente
custode;
ordina
la liberazione del complesso immobiliare a cura del custode entro il
31.1.2017;
dispone che il custode per l’attuazione dell’ordine si attenga alle seguenti
indicazioni:
a) il custode deve comunicare agli occupanti avviso contenete
l’indicazione dell’ordine di liberazione e la data e l’ora di un primo
accesso, da effettuarsi entro 30 giorni dall’assegnazione dell’incarico;
b) nel corso dell’accesso il custode deve informare gli occupanti senza
titolo della data fissata per il rilascio effettivo, intimandoli a liberare gli
immobili e ad asportare tutti i beni mobili di loro proprietà entro un
termine non inferiore a 30 giorni, salvo il caso che la natura dei beni
richieda
l’asportazione in termini
inferiori
(es.
beni
deperibili)
avvertendo che in mancanza i beni dovranno ritenersi abbandonati.
Dell’intimazione darà atto a verbale ovvero, se il soggetto intimato non è
presente, mediante atto notificato dal custode;
c) in occasione del secondo accesso, se il custode non riceve il bene in
consegna, le chiavi, e non verifica la liberazione dello stesso potrà
avvalersi di un fabbro e/o chiedere l’intervento della forza pubblica;
d) in ogni ipotesi in cui già dal primo accesso si evidenzia che il rilascio
non sarà spontaneo, il custode deve informare il Sindaco del Comune ed
eventualmente gli assistenti sociali, chiedendo l’assistenza per il rilascio
della Polizia Locale;
e) qualora l’assistenza della Polizia Locale non sia possibile e comunque
sempre – anche dal primo accesso - qualora si riscontri una situazione
difficile, problematica o di particolare tensione, il custode chiederà
l’intervento per il Comune del capoluogo alla Questura di Mantova e per i
Comuni della Provincia alla locale Stazione Carabinieri;
f) l’intervento della forza pubblica – salvo casi di assoluta necessità - deve
sempre essere richiesto con un preavviso scritto di almeno 10 giorni, da
inviarsi, alla Questura di Mantova ovvero, per i Carabinieri, al Comando
della locale Stazione;
g) qualora l’asporto dei beni mobili rinvenuti non sia eseguito entro il
termine assegnato, i beni o i documenti sono considerati abbandonati e il
custode,
salvo
diversa
disposizione del
giudice, ne dispone lo
smaltimento o la distruzione;
h) il custode redige verbale di tutte le operazione effettuate nel corso
degli accessi, da depositarsi in via telematica nel fascicolo della
procedura.
Mantova, 13/10/2016
Il GIUDICE DELEGATO
dott.Laura De Simone
Riproduzione riservata
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