UNIONE EUROPEA: IRRICEVIBILE L’IMPUGNAZIONE DI UN PROVVEDIMENTO DEL TUE FONDATA SU CONTESTAZIONI GENERICHE

In Internazionale
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ordinanza del 02/03/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Gabriele Marasco

Con una ordinanza del 2 marzo 2017, l’ottava sezione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha respinto l’impugnazione di una sentenza e di una ordinanza di rigetto del Tribunale dell’Unione Europea proposta da una società.

In virtù dell’art. 181 del codice di procedura dell’Unione Europea, la Corte può, in qualsiasi momento, su proposta del giudice relatore, sentito l’Avvocato generale, respingere l’impugnazione per manifesta infondatezza o irricevibilità, con ordinanza motivata.

In base all’art. 256 TFUE, art. 58 dello Statuto della CGUE, artt.168 par. 1 l. d) e 169 del suo regolamento di procedura, risulta che una impugnazione deve indicare in modo preciso gli elementi contestati della sentenza o dell’ordinanza di cui si chiede l’annullamento, nonché gli argomenti di diritto a sostegno dedotti a specifico sostegno di tale domanda, pena l’irricevibilità dell’impugnazione. Inoltre, la Corte deve respingere per manifesta irricevibilità altresì gli argomenti difficilmente comprensibili e confusi, in quanto non le consentono di svolgere la propria funzione di controllo di legittimità.

Nel caso che occupa, la Corte ha ritenuto l’impugnazione redatta in modo assai confuso e priva di struttura coerente, per le seguenti ragioni:

  1. La maggior parte dell’impugnazione mira a contestare la sentenza di annullamento del Tribunale divenuta inoppugnabile in forza dell’autorità di cosa giudicata di cui è attualmente munita. Ne consegue che gli argomenti relativi a tale decisione giurisprudenziale devono essere respinti in quanto manifestamente irricevibili.
  2. Con le poche censure relative all’ordinanza impugnata la parte si duole, in primo luogo, che il Tribunale abbia assunto come “verità di dogma” elementi di fatto che avrebbe dovuto invece riscontrare e verificare (il che manifestamente non è ricevibile a causa dell’autorità di cosa giudicata di cui è munito il provvedimento giurisdizionale); in secondo luogo che la decisione con cui il Tribunale ha dichiarato il passaggio in giudicato della sentenza costituisce un mero tentativo maldestro di sottrarsi a un esame del merito.

In definitiva, le argomentazioni poste alla base della impugnazione risultano generiche e inidonee a dimostrare la sussistenza di un errore di diritto. Ne discende che, conformemente alla giurisprudenza della Corte, la censura deve essere respinta per manifesta irricevibilità.

 

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