Unione europea: prima condanna al risarcimento danni per eccessiva durata del processo dinanzi al Tribunale

In Internazionale
Tribunale UE, causa T-577/14 sentenza n. 577 del 10 gennaio 2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Valentina Raniello

L’Unione europea è condannata al pagamento di indennità, a titolo di risarcimento danno, in favore delle società Gascogne e Gascogne Sack Deutschland,in ragione dei danni materiali e morali da queste patiti per l’eccessiva durata del procedimento dinanzi al Tribunale, in relazione alle cause T-72/06 e T-79/06”.

Questo è quanto, sostanzialmente, deciso, per la prima volta, dal Tribunale UE con sentenza del 10 gennaio 2017, causa T-577/14, a seguito di una richiesta di condanna dell’Unione europea al risarcimento dei danni, avanzata dalle società Gascogne e Gascogne Sack Deutschland.

Nella fattispecie, le predette società, il 23 febbraio del 2006, avevano adito il Tribunale dell’Unione europea affinché annullasse una decisione assunta dalla Commissione in materia di sacchi industriali.

Il Tribunale aveva, con sentenza del 16 novembre del 2011, rigettato i ricorsi proposti.

La sentenza era stata, poi, confermata, il 26 novembre del 2013, dalla Corte di giustizia in sede di impugnazione e le società venivano, dunque, condannate al pagamento di ammende dal valore di 13, 2 milioni di euro.

La Corte di giustizia, tuttavia, aveva sottolineato la possibilità, per le società, di proporre ricorso al fine di ottenere un risarcimento risarcimento dei danni eventualmente causati dall’eccessivo tempo trascorso per la definizione delle cause instaurate dinanzi al Tribunale.

A seguito di tale precisazione, le società Gascogne e Gascogne Sack Deutschland  hanno, dunque, chiesto al Tribunale di condannare l’Unione europea al pagamento di una somma di denaro pari a 3,5 milioni di euro a titolo di danno materiale e della somma pari a 500.00 euro a titolo di danno morale. Il tutto per un totale complessivo di 4 milioni di euro.

Il Tribunale, investito della causa, in una composizione ampliata e differente rispetto a quella che aveva originariamente statuito sulla controversia, ha preliminarmente ricordato i presupposti in presenza dei quali è possibile avanzare una questione di responsabilità extracontrattuale dell’Unione e precisamente: illiceità del comportamento contestato all’istituzione europea, effettività del danno lamentato e la sussistenza del nesso di causalità tra quest’ultimo ed il comportamento contestato.

Successivamente, lo stesso Tribunale ha ritenuto sussistenti, nella fattispecie, tutti i presupposti elencati, precisando, in particolare, che nelle cause T- 72/06 e T- 79/06 si è manifestata una violazione dell’articolo 47, secondo comma della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, relativo al diritto ad una definizione delle cause in tempi ragionevoli, poiché, in questo caso, il procedimento giurisdizionale a carico delle società è durato ben 3 anni e 10 mesi. Tale durata, ha sottolineato il Tribunale, non rientra nel parametro dei 15 mesi ( intercorrenti tra la fine della fase scritta e l’apertura di quella orale) individuato quale durata adeguata dei procedimenti in materia di concorrenza. A fronte di tale ingiustificato periodo di inerzia, il Tribunale, dunque, ha finito per riconoscere alla sola società Gascogne l’esistenza di un danno materiale ed effettivo, individuato nelle perdite per le  spese di costituzione della garanzia bancaria a favore della Commissione, che non avrebbe mai effettuato ove il procedimento avesse avuto una durata ragionevole. Ha accordato, così, un’indennità pari a 47.064,33 euro, maggiorata degli interessi di mora decorrenti dalla data della sentenza.

Per quanto concerne l’esistenza del danno morale lamentato dalle società, il Tribunale, riconoscendo, nella fattispecie, la sussistenza di uno stato di incertezza maggiore rispetto a quello normalmente provocato da un procedimento giurisdizionale, ha concluso accordando, ad entrambe le società, un’indennità pari a 5.000 euro, maggiorate anch’esse degli interessi di mora decorrenti dalla data della sentenza, fino al pagamento integrale delle indennità stabilite.

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