Testamento olografo: quando sussiste il dolo?

In Diritto Civile
Corte di Cassazione, sentenza n. 9309/2017 [Leggi la sentenza]
Redatto dal dott. Gianpaolo Mormile

La Suprema Corte, con sentenza n° 9309/2017, si è pronunciata sugli elementi che renderebbero un testamento olografo annullabile, con specifico riguardo alla fattispecie dolosa.

Nel caso di specie la Corte sostiene l’illiceità di una disposizione testamentaria scritta sotto l’influenza di un terzo, tale da orientare la volontà del de cuius nella direzione in cui egli non avrebbe mai disposto spontaneamente.

Da tale assunto si ricava che non è sufficiente provare una qualsiasi influenza psicologica sul testatore ma è assolutamente necessario provare che il terzo abbia agito in modo fraudolento.

La Corte con tale decisione si pone in piena linea con altre sue decisioni, ed in particolare con la sent. 824/2014, nella quale si afferma che la prova del fatto fraudolento può essere anche presuntiva ma deve assolutamente fondarsi su fatti che consentono di individuare in modo netto l’attività captato ria e l’influenza determinante nella formazione della volontà del testatore.

Sentenza non certamente “storica” ma che ribadisce le linee di demarcazione per la declaratoria di annullamento in caso di dolo.

Non sono da considerarsi sufficienti, ai fini dell’attività probatoria, le adulazioni,le richieste, i suggerimenti o le sollecitazioni ma deve dimostrarsi, come già accennato, che il testatore sia stato tratto in inganno, a tal punto da orientare la sua volontà su disposizioni testamentarie che non avrebbe mai spontaneamente predisposto.

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