SPETTA AL GIUDICE ORDINARIO DECIDERE SULLA DOMANDA RISARCITORIA FORMULATA DAL PRIVATO CONTRO LA P.A. PER DANNI DERIVANTI DA PROVVEDIMENTO AMPLIATIVO ILLEGITTIMO

In Diritto amministrativo
Consiglio di Stato, con decisione n. 3997 del 27 settembre 2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Marco Raimondi

Il Consiglio di Stato, con decisione n. 3997 del 27 settembre 2016 ha statuito il seguente principio: “la domanda risarcitoria proposta nei confronti della P.A. per i danni subiti dal privato che abbia fatto incolpevole affidamento su un provvedimento ampliativo illegittimo rientra nella giurisdizione ordinaria, non trattandosi di una lesione dell’interesse legittimo pretensivo del danneggiato ma di una lesione della sua integrità patrimoniale ex art. 2043 c.c., rispetto alla quale l’esercizio del potere amministrativo non rileva in sé, ma per l’efficacia causale del danno evento da affidamento incolpevole”.

Il caso è stato sollevato da una società immobiliare che ha fatto domanda, al Comune in cui era sito il terreno di sua proprietà, per la concessione di un permesso di edificare. Il Comune, dopo aver proceduto ad una consulenza tecnica, in quanto la realizzazione di edifici nella suddetta area era sottoposta alla previa approvazione di un piano particolareggiato di esecuzione, rilasciava al ricorrente l’autorizzazione a edificare.

Successivamente però il Comune disponeva la sospensione dell’efficacia del permesso di costruire, ritenendo necessari approfondimenti istruttori sullo stesso.

Con ricorso al Tar Campania – Napoli, la società immobiliare gravava detta ordinanza di sospensione dei lavori.

Trascorso il periodo di 45 giorni, previsto dal comma 3 dell’art. 27 del d.P.R. n. 380 del 2001 per l’efficacia ex lege dell’ordinanza di sospensione dei lavori, il Comune non emetteva provvedimenti ulteriori.

Per l’effetto, la ricorrente, previa rituale comunicazione al Comune, riprendeva i lavori e, finiti di ultimare gli edifici, comunicava al Comune l’avvenuta conclusione dell’intervento.

A distanza di oltre sette anni dal rilascio del permesso e quando i lavori di edificazione erano oramai ultimati da anni e molti degli immobili realizzati dalla ricorrente venduti a terzi, il Comune disponeva l’annullamento in autotutela del permesso di costruire.

Il Tar ha respinto l’azione impugnatoria per ragioni di diritto sostanziale; ha rigettato la domanda risarcitoria, non potendo trovare accoglimento nel merito, in quanto difettava prima di tutto del presupposto dell’illegittimità dell’azione amministrativa.

La società ricorrente decideva allora di proporre appello innanzi al Consiglio di Stato, allegando numerose ragioni, tra cui, sul rigetto dell’istanza risarcitoria, l’error in iudicando per violazione e falsa applicazione degli articoli 1227 e 2043 cod. civ..

Il Comune, seppur vittorioso nel merito, tuttavia ha deciso di ricorrere in appello, in via incidentale, portando a sostegno un possibile difetto di giurisdizione.

Il Consiglio di Stato, annullando senza rinvio la sentenza di primo grado del Tar Campania- Napoli, ha così stabilito: ““la statuizione giudiziale sul risarcimento, prima ancora che “caducata in via automatica” per il venir meno del presupposto al quale era agganciata, ossia il rigetto dell’azione impugnatoria, potrebbe ritenersi venuta meno anche in stretto accoglimento del motivo di appello sul “difetto di giurisdizione del Tar” dedotto dal Comune; motivo da considerarsi ammissibile, e fondato, atteso che, come affermato in modo condivisibile da Cass. , SS. UU., n. 17586 del 2015, su fattispecie che ben si attaglia a quella odierna, così come delineata dal giudice di primo grado, la domanda risarcitoria proposta nei confronti della P.A. per i danni subiti dal privato che abbia fatto incolpevole affidamento su un provvedimento ampliativo illegittimo rientra nella giurisdizione ordinaria, non trattandosi di una lesione dell’interesse legittimo pretensivo del danneggiato (interesse soddisfatto, seppur in modo illegittimo), ma di una lesione della sua integrità patrimoniale ex art. 2043 c.c., rispetto alla quale l’esercizio del potere amministrativo non rileva in sé, ma per l’efficacia causale del danno-evento da affidamento incolpevole. La natura e le peculiarità della controversia giustificano in via eccezionale la compensazione delle spese di entrambi i gradi dei giudizi riuniti””.

 

 

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