SOCIETA’: LA RESPONSABILITA’ DEL COLLEGIO SINDACALE PER INOSSERVANZA DEGLI OBBLIGHI DI LEGGE

In Diritto Societario
Tribunale di Roma, sezione terza civile, sentenza n.18611 del 03/10/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Benedetta Capone

“La mancata adozione da parte dei membri del collegio sindacale dei rimedi previsti dall’ordinamento per impedire il protrarsi della condotta illecita dell’amministratore della società, deve ritenersi determinante nella causazione del danno derivato dalla illegittima prosecuzione dell’attività d’impresa, con la conseguenza che essi devono essere ritenuti obbligati in solido al suo risarcimento nell’intera misura del suo ammontare”.

Il tribunale di Roma, sezione terza civile, con sentenza n.18611 del 3 Ottobre 2017, ha accolto la domanda di una società fallita che chiedeva l’accertamento della responsabilità degli eredi dell’ex amministratrice della società e dei componenti del collegio sindacale, per l’inosservanza dei doveri derivanti dalle cariche rivestite, con conseguente condanna dei medesimi in solido al risarcimento danni.

L’attore ha fondato le proprie richieste sulla circostanza che l’amministratrice della società aveva continuato a svolgere attività d’impresa nonostante si fossero verificate perdite, che avevano interamente assorbito il capitale sociale dal 2005 fino al 2007, anno in cui la società è stata messa in liquidazione. Ciò aveva provocato un danno per la società stessa e per i creditori sociali.

Il tribunale ha ritenuto che il risarcimento danni richiesto dalla società e relativo all’illegittima prosecuzione dell’attività trovasse piena conferma nella documentazione e nelle risultanze istruttorie. A tale riguardo, per ciò che concerne la quantificazione del danno, il tribunale ha condiviso l’orientamento dottrinale e giurisprudenziale secondo cui il danno causalmente riconducibile agli amministratori debba essere commisurato all’eventuale decremento del patrimonio netto con riferimento alla data in cui sarebbe dovuta cessare l’attività e alla data di inizio liquidazione.

Facendo applicazione di tali principi, il Tribunale ha stabilito che l’amministratrice e i suoi eredi dovessero rispondere dei danni verificatisi in conseguenza dell’illegittima prosecuzione dell’attività.

Per quanto concerne le domande nei confronti degli altri convenuti, il Tribunale ha rilevato che tutti i componenti del collegio sindacale dovessero essere considerati responsabili per la colpevole omissione dell’attività di controllo e vigilanza imposta dalla legge, nonostante apparisse evidente la necessità di rimediare alla grave situazione di dissesto. Come emerge dai verbali delle riunioni, infatti, i sindaci avevano acquisito sicura conoscenza delle rilevanti perdite d’esercizio e della conseguente necessità di adottare provvedimento immediati. Per tali ragioni, il Tribunale li ha ritenuti obbligati in solido al risarcimento danni derivato dall’ illegittima prosecuzione dell’attività.

In esecuzione della transazione avvenuta tra la società fallita ed uno dei sindaci, la misura originaria del debito risarcitorio per il danno subito è stata diminuita in proporzione della quota oggetto di transazione ed è stata suddivisa tra i convenuti che non hanno transato.

Per quanto attiene, altresì, l’obbligazione risarcitoria, il Tribunale si è soffermato sulla richiesta di ulteriori somme a titolo di risarcimento danno da lucro cessante, in aggiunta al danno emergente.  Partendo dalla premessa secondo cui il danno deve configurarsi come danno-conseguenza e non come danno-evento, il Tribunale ha condiviso l’orientamento giurisprudenziale che qualifica gli interessi compensativi come mera modalità liquidatoria del possibile danno da lucro cessante. Il riconoscimento degli interessi compensativi quale equivalente monetario attuale del danno, tuttavia, è possibile solo nel caso di allegazione e prove da parte del danneggiato.

Nel caso di specie non sono stati riconosciuti interessi compensativi in aggiunta alla rivalutazione monetaria per mancata sussistenza di allegazioni e prove.

In definitiva il Tribunale ha respinto le eccezioni dei convenuti e ha condannato gli eredi dell’amministratrice defunta e i sindaci che non hanno transato al pagamento delle spese processuali nonchè di una somma di denaro a titolo di risarcimento per i danni causati dalla mancata osservanza dei doveri derivanti dalle cariche sociali.

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