RIPETIZIONE INDEBITO: estensione dell’onere probatorio

In Diritto Civile
Tribunale di Cagliari,Dott. Ignazio Tamponi, sentenza n.86 del 11/01/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Sabrina Mazzocca

In un giudizio teso alla ripetizione dell’indebito, la parte attrice non può limitarsi ad invocare l’astratta inapplicabilità delle clausole contrattuali affette da nullità per ottenere una pronunzia giudiziale di qualche utilità ma, piuttosto, ha l’onere – ex art. 2697 c.c.- di produrre in giudizio tutti gli elementi a sostegno della propria domanda.

Nel caso oggetto della pronuncia in commento, una società ha adito il Tribunale di Cagliari affinché accertasse e dichiarasse la nullità di clausole sulla determinazione degli interessi ultralegali e anatocistici previsti nel contratto di conto corrente stipulato con la Banca di Sassari, condannando altresì la banca convenuta alla restituzione delle somme indebitamente percepite, nonché al ristoro dei danni subiti (derivanti dalla mancata disponibilità di denaro destinato al pagamento degli indebiti e dalla segnalazione alla Centrale Rischi Interbancaria).

Il Tribunale, preso atto della strumentalità delle domanda tesa all’accertamento della nullità delle clausole del contratto rispetto alla richiesta che la controparte fosse condannata alla restituzione dell’indebito e al risarcimento dei danni, ha ritenuto doveroso invertire l’ordine di trattazione delle domande, posto che l’eventuale mero accoglimento della prima questione proposta non comporterebbe alcun utilità ex art. 100 c.p.c. per la parte attrice.

Nella ricostruzione del saldo, tuttavia, è emerso che la società non ha prodotto in giudizio gli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto e, pur potendo il consulente tecnico d’ufficio ricostruire l’importo, si trattava pur sempre di valutazioni meramente presuntive, in aperto contrasto con il disposto di cui all’art. 2697 c.c., secondo cui chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.
La giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 21466/2013; Cass. n.  23974/2010), difatti, ritiene insufficiente la produzione in giudizio di una documentazione parziale, posto che “questultima non consente di verificare gli importi addebitati nei periodi precedenti o successivi per operazioni passive e quelli relativi agli interessi, la cui iscrizione nel conto ha condotto alla determinazione dellimporto che costituisce la base di computo per il periodo successivo”.

Per tali ragioni, le domande volte alla ripetizione dell’indebito e al risarcimento del danno sono state dichiarate inammissibili, dal momento che non è stato possibile ricostituire tutte le operazioni effettuate durante l’esecuzione del rapporto.

Print Friendly, PDF & Email

You may also read!

Ecco perché una motovedetta della Guardia di Finanza può essere definita “Nave da guerra”.

Redatto dal Dr. Fabrizio Salvi Dott. Fabrizio Salvi Redattore Fabrizio Salvi, S. Tenente di Vascello del copro delle Capitanerie

Read More...

PROTOCOLLO D’INTESA: mercato legale 4.0

PROTOCOLLO D’INTESA IL MERCATO LEGALE 4.0, APERTO TRASPARENTE E FONDATO SULLE COMPETENZE. SOTTOSCRITTO DA:   A.N.U.T.E.L. (Associazione Nazionale Uffici

Read More...

Il Contratto internazionale

Il contratto commerciale internazionale Nel mondo globalizzato in cui viviamo, sono sempre più diffusi i rapporti di vendita internazionale,

Read More...

Mobile Sliding Menu