Responsabilità contrattuale: presupposti per la configurabilità del factum principis come causa di esonero da responsabilità

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione terza, sentenza n.13142 del 25/05/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Sabrina Mazzocca

In materia di responsabilità contrattuale, perché limpossibilità della prestazione costituisca causa di esonero del debitore da responsabilità, deve essere offerta la prova della non imputabilità, anche remota, di tale evento impeditivo, non essendo rilevante, in mancanza, la configurabilità o meno del factum principis’”.

A seguito della risoluzione di un contratto di locazione per inadempimento della società locatrice, quest’ultima viene citata in giudizio dalla società conduttrice al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti come conseguenza della risoluzione ex art. 1218 c.c..

Nella quantificazione del danno, il Tribunale di Pesaro tiene conto delle spese per il malfunzionamento del depuratore, per l’ordinaria manutenzione dell’impianto e le migliorie, nonché di tutte le spese sostenute in un periodo di sospensione dell’attività successivo all’emissione di un provvedimento di sequestro dell’intero impianto, ordinato a seguito della morte accidentale di una dipendente.

La Corte d’Appello, tuttavia, riforma la sentenza, escludendo così dal risarcimento le voci di danno non ricollegabili all’inadempimento contrattuale: vale a dire le spese sostenute successivamente al sequestro per realizzare soluzioni alternative per lo scarico dei rifiuti.

La Cassazione, investita della questione su ricorso della conduttrice, la quale ritiene che le spese sostenute – prescindendo dal sequestro – siano comunque una diretta conseguenza dell’originario inadempimento (legato al malfunzionamento dell’impianto), conferma quanto disposto nella sentenza di secondo grado.

Il provvedimento penale (il cd. factum principis), difatti, si configura quale evento interruttivo del decorso causale innescato dall’inadempimento della locatrice, in quanto evento non da essa causato e del tutto estraneo alla sua sfera di controllo.

Ciò è conforme a quanto statuito dalla sentenza della  Cassazione n. 6594/2012, in cui si afferma che il factum principis non è di per sè una causa di esonero del debitore dalla  responsabilità per impossibilità sopravvenuta ma, piuttosto, deve essere fornita la prova della non imputabilità – anche remota – dell’evento impeditivo.

La Cassazione, inoltre, si pronuncia su una censura mossa ex art. 360 n. 3 c.pc., in riferimento all’art. 113 c.p.c., avverso la mancata pronuncia, secondo il principio iura novit curia, sull’ingiustificato arricchimento della locatrice, alla quale – in seguito alla risoluzione – è stato restituito un immobile dotato di un idoneo impianto di scarico.

Anche questo motivo di ricorso non trova accoglimento.

L’azione di ingiustificato arricchimento, difatti, ha natura complementare e sussidiaria, potendo essere esercitata solo in assenza di un titolo specifico riconducibile ad un diritto di credito.

Alla luce di tale specificità, è senz’altro da escludere che possa essere considerata come implicita rispetto alla domanda fondata su altro titolo negoziale.

Nè, tantomeno, può ritenersi consentito al giudice sostituire la pretesa fatta valere in giudizio con la domanda di indennizzo per arricchimento senza giusta causa.

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