Regolamento preventivo di giurisdizione: può essere proposto anche in relazione ad una clausola compromissoria di arbitrato estero

In Diritto Societario
Cassazione civile, Sezioni Unite, ordinanza n.21551 del 18/09/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Marco Raimondi

Le Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione, con ordinanza n. 21551 depositata il 18/09/2017, hanno affermato che “dalla mancata prova della opponibilità alla ricorrente nel giudizio principale di merito della invocata clausola compromissoria per arbitrato estero (cioè della valida “circolazione” di detta clausola) discende che la cognizione della controversia resta devoluta alla giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria italiana adita con il giudizio di merito”.

Nel caso in esame, la Suprema Corte è stata chiamata a decidere su ricorso, presentato da una nota azienda internazionale (di seguito “BSEU”) per regolamento preventivo di giurisdizione, ex art. 41 c.p.c., avverso un decreto ingiuntivo, notificatole da una s.r.l. (di seguito “s.r.l. FE”) con cui aveva stipulato un contratto di fornitura di servizi di stoccaggio in magazzini. Tale contratto, redatto in lingua inglese conteneva una clausola compromissoria di arbitrato estero cosí tradotta dall’inglese: “Tutte le controversie nascenti in relazione al presente Contratto saranno risolte secondo le regole di Conciliazione ed Arbitrato della Camera di Commercio Internazionale (Parigi) da uno o tre arbitri nominati secondo dette Regole, la cui pronuncia sarà definitiva e vincolante. Detto arbitrato avrà sede in Belgio, Bruxelles e sarà condotto in lingua inglese (…)“.

La controversia in questione è nata, però, dall’opposizione avverso il detto decreto ingiuntivo con cui una terza società ( di seguito “s.r.l. C.” ), divenuta nel frattempo proprietaria dell’intero capitale sociale della s.r.l. FE,  ha chiesto a BSEU i corrispettivi per i servizi resi da s.r.l. FE nel magazzino di (OMISSIS).

Con decreto del 22 marzo 2016, emesso su istanza presentata nel gennaio 2016 dalla s.r.l. C. e notificato il 12 aprile 2016, il Tribunale aveva ingiunto alla BSEU il pagamento di Euro x, con riferimento al deposito in (OMISSIS) nei mesi da luglio a settembre del 2015.

Con atto di citazione notificato alla s.r.l. C. il 18 maggio 2016, la BSEU aveva proposto opposizione al decreto ingiuntivo, eccependo il difetto di giurisdizione del Tribunale, il difetto di legittimazione attiva della parte opposta e comunque l’infondatezza della pretesa.

Su tali premesse BSEU ha dedotto, in punto di diritto, che la suddetta clausola compromissoria è opponibile alla s.r.l. C., quale cessionaria, ai sensi dell’art. 1260 c.c., dei crediti (contestati nel merito dalla BSEU) cedutile dalla s.r.l. FE (opponibilità riconosciuta in casi simili da Cass. n. 29261 del 2011; n. 6809 del 2007; Sezioni Unite n. 12616 del 1998), anche senza cessione del contratto (cessione che avrebbe richiesto la forma scritta, ai sensi dell’art. 16.1 del contratto).

La s.r.l. C. ha dedotto che le attività di stoccaggio nel magazzino di (OMISSIS) sono state sempre effettuate dalla s.r.l. FE, dotata di autonomia giuridica, ancorchè interamente partecipata (con acquisizione avvenuta in seguito alla stipulazione del suddetto contratto) dalla s.r.l. C..

La Corte Di Cassazione, come premessa all’ordinanza finale, ha effettuato un’attenta analisi di diritto ed è giunta ad affermare che: “l’acquisizione, ad opera della s.r.l. C., dell’intera partecipazione nella s.r.l. FE a decorrere dal 31 dicembre 2013 non ha avuto alcuna influenza modificativa delle parti del precedente contratto di stoccaggio per cui è causa, stipulato tra la BSEU e la s.r.l. FE e, in particolare, non ha comportato di per sè alcuna cessione del contratto o di crediti o di azienda o di ramo d’azienda dalla s.r.l. FE alla s.r.l. C. (fermo restando, comunque, che la cessione del contratto non comporta automaticamente la successione nel connesso, ma autonomo negozio compromissorio, occorrendo a tal fine una ulteriore specifica manifestazione di volontà di tutte le parti: Cass., Sezioni Unite, n. 12616 del 1998; Cass. n. 29261 del 2011); continua affermando che “è parimenti irrilevante la circostanza che la s.r.l. C. abbia acquisito la titolarità del contratti di leasing immobiliare in (OMISSIS) (con riguardo agli immobili ove si effettuava lo stoccaggio), originariamente stipulati dalla s.r.l. FE, in quanto il soggetto obbligato alle prestazioni di stoccaggio è rimasto esclusivamente la s.r.l. FE (del resto, nulla è stato precisato in ordine al tempo ed ai modi di tale “acquisizione di titolarità” e non è stato neppure accennato se siano intervenuti accordi – e tra quali soggetti – riguardanti eventuali contratti in corso di stoccaggio all’interno dei locali in leasing)”.

La Suprema Corte di Cassazione ha poi affermato che “la mancata prova della suddetta cessione di credito rende irrilevante il richiamo, da parte della ricorrente BSEU, della giurisprudenza di questa Corte circa l’opponibilità al cessionario del credito, da parte del debitore ceduto, della clausola compromissoria contenuta nel contratto da cui viene fatto derivare detto credito (per tale giurisprudenza vedi, tra le altre, Cass., Sezioni Unite, n. 12626 del 1998; Cass., n. 24681 del 2006, n. 6809 del 2007 e n. 29261 del 2011).

In conclusione, dalla mancata prova della opponibilità alla s.r.l. C. della invocata clausola compromissoria per arbitrato estero (cioè della valida “circolazione” di detta clausola) discende che la cognizione della controversia resta devoluta alla giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria italiana adita con il giudizio di merito; la pronuncia sulle spese del presente regolamento va rimessa al giudice di merito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

You may also read!

Finanziamento illecito ai partiti

Cassazione, sentenza 24158/2018 Redatto dal dott. Gabriele Marasco Il finanziamento illecito ai partiti può configurarsi tanto attraverso erogazioni di

Read More...

CONTRATTI TRA SOCIETA’ PARTECIPATE: è richiesta la forma scritta ad substantiam?

Corte di Cassazione, sentenza n.3566/2018 Redatto dalla dott.ssa Roberta Mordà La Corte di Cassazione con sentenza n. 3566/2018 ha

Read More...

Come proteggere il patrimonio familiare

Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca Ti è mai capitato di temere di perdere il patrimonio personale e familiare a fronte

Read More...

Mobile Sliding Menu