Pubblicità contenuta in una pubblicazione a mezzo stampa

In Internazionale
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza del 30/03/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Giuseppina Verbena

Il caso di specie ha ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte di Giustizia UE, presentata nell’ambito di una controversia tra il VSW (un’associazione alla quale aderiscono fornitori di articoli elettrici e elettronici nonché venditori per corrispondenza che mettono in vendita articoli di ogni genere) e la DHL  (che gestisce la piattaforma di vendita on-line “MeinPaket.de” su cui venditori professionisti offrono in vendita prodotti), in merito a una domanda intesa a far condannare quest’ultima alla cessazione della diffusione di un’inserzione pubblicitaria effettuata a mezzo stampa.

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 7, paragrafo 4, lett. b) della direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali.

L’articolo 7, paragrafo 4, lett. b) della suesposta direttiva, più precisamente, prevede che nel caso di un invito all’acquisto sono considerate rilevanti le informazioni seguenti, qualora non risultino già evidenti dal contesto: l’indirizzo geografico e l’identità del professionista, come la sua denominazione sociale e, ove questa informazione sia pertinente, l’indirizzo geografico e l’identità del professionista per conto del quale egli agisce.

Per quanto riguarda la controversia principale, il VSW ha proposto dinanzi al Landgericht Bonn (tribunale del Land, Bonn, Germania) un ricorso volto a ottenere la condanna della DHL Paket, sulla base della legge contro la concorrenza sleale, a cessare la diffusione di una tale pubblicità, in quanto, la DHL Paket non rispettava il proprio obbligo di indicare l’identità e l’indirizzo geografico dei fornitori che utilizzavano la sua piattaforma di vendita.

Il Landgericht Bonn ha accolto il ricorso e ha condannato la DHL Paket a cessare la diffusione della pubblicità controversa. Poiché l’Oberlandesgericht Köln (tribunale superiore del Land, Colonia, Germania) ha accolto l’appello proposto avverso tale decisione, il VSW ha presentato ricorso per cassazione dinanzi al Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia, Germania).

Il Bundesgerichtshof ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali: se l’articolo 7, paragrafo 4, lettera b), della direttiva 2005/29 debba essere interpretato nel senso che le informazioni sull’indirizzo geografico e sull’identità del professionista devono essere contenute già nella pubblicità di specifici prodotti effettuata in una pubblicazione a mezzo stampa, qualora tali prodotti siano acquistati dai consumatori attraverso il sito Internet, indicato sulla pubblicità, dell’impresa autrice di tale pubblicazione, e qualora tali informazioni siano agevolmente accessibili sul medesimo sito Internet o attraverso di esso.

Da una precedente sentenza della Corte, del 12 maggio 2011, emerge che la portata delle informazioni sull’indirizzo geografico e sull’identità del professionista, che un professionista è tenuto a comunicare nell’ambito di un invito all’acquisto, deve essere valutata a seconda del contesto di tale invito, della natura e delle caratteristiche del prodotto nonché del supporto impiegato per la comunicazione.

La Corte (decima sezione) sulla scia della pronuncia testé riportata, con sentenza del 30 marzo 2017, ha dichiarato che l’articolo 7, paragrafo 4, lettera b), della direttiva 2005/29 deve essere interpretato nel senso che un annuncio pubblicitario, come quello di cui trattasi nel procedimento principale, che rientra nella nozione di “invito all’acquisto” ai sensi di tale direttiva, può soddisfare l’obbligo d’informazione previsto da tale disposizione. Spetta al giudice del rinvio esaminare caso per caso, da un lato, se le restrizioni in termini di spazio nel testo pubblicitario giustifichino che le informazioni sul fornitore siano messe a disposizione soltanto a livello della piattaforma di vendita on-line e, dall’altro, all’occorrenza, se le informazioni richieste dall’articolo 7, paragrafo 4, lettera b), di tale direttiva riguardanti la piattaforma di vendita on-line siano comunicate semplicemente e rapidamente.

 

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