Pronuncia di condanna nei confronti di società di persone: ha sempre effetti sui soci?

In Diritto Societario
Tribunale di Roma, Sez. Civ. VIII, n. 13384 del 01/07/2017 [Leggi la sentenza]
Redatto dalla dott.ssa Marcella Gigante

Con la sentenza in commento, il Tribunale di Roma si è pronunciato sul beneficio della preventiva escussione del patrimonio di una società di persone, enunciando il seguente principio di diritto: “in tema di società di persone, ai sensi dell’art. 2291 c.c., tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, con il solo limite che il creditore non può pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale (art. 2304 c.c.). Il beneficio di escussione ha efficacia limitatamente alla fase esecutiva, nel senso che il creditore sociale non può procedere coattivamente a carico del socio, se non dopo aver agito infruttuosamente sui beni della società, ma non impedisce allo stesso creditore di agire in sede di cognizione per munirsi di uno specifico titolo esecutivo nei confronti del socio, sia per poter iscrivere ipoteca giudiziale sugli immobili di quest’ultimo, sia per poter agire in via esecutiva contro il medesimo, una volta che il patrimonio sociale risulti insufficiente o incapiente al soddisfacimento del suo credito”.

In particolare, la causa è stata promossa da Logista Italia S.p.a., titolare di un deposito fiscale per la distribuzione di tabacchi su base nazionale, nei confronti di Grieco S.n.c., con cui, nel 2008, aveva stipulato un contratto di appalto di servizi per favorire la diffusione di tali prodotti anche a livello locale. Il contratto stipulato tra le due società stabiliva, rispettivamente agli artt. 3.5 e 3.8, che la Grieco S.n.c. avesse un obbligo di fatturazione in nome e per conto di Logista S.p.a. e un obbligo di inserimento dei dati di fatturazione in un sistema informatico, predisposto dalla società attrice.

Quest’ultima ha individuato comportamenti fraudolenti, posti in essere da un dipendente della società convenuta (che, una volta chiamato in causa, non si è costituito ed è stato, pertanto, dichiarato contumace) e da lui confermati in una dichiarazione spontanea, consistenti nell’indebita duplicazione di fatture, con conseguente imposizione di prezzi superiori a quelli dovuti. Avendo tali comportamenti cagionato a terzi danni, pari all’importo di Euro 233.615,86, che sono stati reintegrati da Logista S.p.a., in qualità di diretta responsabile dello svolgimento dell’attività di distribuzione di tabacchi (come confermato anche dall’art. 7, comma 1, del D.M. 67/1999[1]), essa ha provveduto alla risoluzione del contratto per inadempimento e ha chiesto la condanna, in via solidale, della Grieco S.n.c. e delle socie di quest’ultima al risarcimento del danno subito.

Invece, la società convenuta, dopo aver affermato di aver rispettato i sistemi di controllo imposti da Logista S.p.a., ha sostenuto che l’inadempimento dovesse essere imputato al dipendente, esercente attività fraudolenta, e ha contestato la legittimazione passiva delle socie.

Con la sentenza in commento, il Tribunale di Roma ha affermato che: “gli illeciti del dipendente possono imputarsi alla società convenuta in virtù del disposto di cui all’art. 1228 c.c.[2]. Ne consegue che la condotta dell’ausiliario, in quanto imputabile alla Grieco S.n.c., renda quest’ultima responsabile nei confronti di Logista S.p.a., per violazione degli obblighi assunti in forza dell’art. 3 del contratto, e che sia legittima la risoluzione per inadempimento da parte dell’attrice, in base alla clausola risolutiva espressa di cui all’art. 17 del contratto, rientrando nell’ambito di operatività di quest’ultima la violazione degli artt. 3.5 e 3.8”.

Inoltre, sulla base del ragionamento dei Giudici, sussiste la legittimazione passiva delle socie della Grieco S.n.c., in quanto “in una società di persone, tutti i soci sono solidalmente e illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, con il solo limite che non si possa pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale”.

Stante quanto sopra, il Tribunale di Roma, con la sentenza in commento, ha condannato, in via solidale, la convenuta e le socie di questa al risarcimento del danno sofferto dalla società attrice (ricordiamo, pari all’importo di Euro 233.615,86) e ha accolto la richiesta di rimborso, proposta dalle socie convenute nei confronti del dipendente scorretto, delle somme da esse dovute, a titolo di risarcimento, a Logista S.p.a.

 ___________________________________

[1] Regolamento recante norme concernenti l’istituzione e il regime di depositi fiscali, nonché le attività di accertamento e di controllo delle imposte sui tabacchi lavorati.

[2] Il fatto dell’ausiliario si considera ai fini giuridici come fatto del debitore. Il debitore deve sopportare il rischio per l’operato doloso o colposo dei suoi ausiliari, a prescindere dallo sforzo diligente effettuato nella scelta di tali soggetti (Cass. Sez. Civ. III, 04-04-2003, n. 5329).

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