PRIVACY: l’(apparente) insanabile contrasto tra tutela della privacy e rispetto degli obblighi di legge

In Privacy
Cassazione civile, sezione prima, ordinanza n. 3455 del 09/02/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Sabrina Mazzocca

Invocato l’intervento delle Sezioni Unite affinché si pronuncino sulle corrette modalità di trattamento e comunicazione di dati sensibili rivelatori delle condizioni di salute del privato.

La Prima Sezione Civile, con l’ordinanza n. 3455/2017, preso atto di un contrasto interpretativo concernente le corrette modalità di trattamento e comunicazione di dati personali tra un ente pubblico e un ente privato, ha rimesso gli atti al Primo Presidente della Cassazione, affinché questi valuti l’opportunità dell’assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite.
Nel caso in esame, il ricorrente, beneficiario di un indennizzo ex L. n. 210/1992 (legge che riconosce il diritto all’indennizzo a chi abbia riportato una menomazione permanente dell’integrità psicofisica a causa di vaccinazioni obbligatorie o sia stato contagiato dall’HIV a seguito di trasfusioni), ritiene che la Regione e la banca abbiano effettuato un trattamento illegittimo dei propri dati personali, poichè l’annotazione “pagamento ratei arretrati bimestrali e posticipati … L. n. 210 del 1992”, indicata dalla Regione nel titolo di pagamento e fedelmente riportata dalla banca nell’estratto conto, sarebbe rivelatrice del suo stato di salute, in violazione del D. Lgs. n. 196 del 2003.

Il Collegio non ignora che sul punto si sono formati due orientamenti giurisprudenziali in antitesi.

Un primo orientamento (Cassazione n. 10974/2014), preso atto della delicatezza della tematica trattata – in quanto banco di prova della tenuta di diversi diritti costituzionalmente riconosciuti, ritiene che gli enti pubblici “siano tenuti a conformare il trattamento dei dati sensibili, secondo modalità volte a prevenire violazioni di diritti, delle libertà fondamentali e della dignità dellinteressato, soltanto ove tali dati siano indispensabili per svolgere attività istituzionali che non possono essere adempiute con il trattamento di dati anonimi o personali di diversa natura; in ogni caso i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi”.

Al di fuori dell’ipotesi menzionata, quindi, il trattamento dei dati dovrebbe avvenire con tecniche di cifratura o codici che li rendano inintelligibili a tutti coloro che non siano autorizzati ad accedervi.

Diversamente, la Terza sezione (sentenza n. 10280/2015), con riguardo ad una fattispecie simile, ha escluso la violazione del Codice della privacy.

I motivi a sostegno sono molteplici. In primis, le provvidenze della L. 210/1992 possono essere erogate anche in favore di prossimi congiunti di persone decedute a seguito di vaccinazione o trasfusione (argomento tuttavia non condiviso nell’ordinanza poiché la dizione dell’annotazione è riferibile esclusivamente ad un soggetto menomato o contagiato).

In secondo luogo, la comunicazione di tali dati sensibili non è riconducibile ad un’ipotesi di diffusione in quanto i destinatari della comunicazione non sono indeterminati; semplicemente, essendo il destinatario una persona giuridica, è più difficile l’identificazione della persona fisica cui indirizzare la comunicazione.

Ancora, si esclude che l’ente pubblico o la banca abbiano posto in essere un illecito “perchè non costituisce violazione delle norme sulla riservatezza comunicare dati sensibili ad un terzo rappresentate del titolare, e da questi indicato come destinatario della comunicazione; perché per la p.a. non costituisce violazione delle norme sulla riservatezza adempiere precisi obblighi di legge; perché per la banca non costituisce violazione delle norme sulla riservatezza adempiere obblighi scaturenti da un contratto” (in tal caso, la trasmissione dell’estratto conto).

Quindi, preso atto del contrasto giurisprudenziale e vista la delicatezza degli interessi coinvolti, dal momento che risulta necessario bilanciare la tutela della privacy con la trasparenza e la celerità della pubblica amministrazione e il rispetto delle norme civilistiche in materia di negozi giuridici, la Prima sezione invoca l’intervento chiarificatore delle Sezioni Unite, affinché venga altresì data una compiuta definizione delle nozioni di “trattamento” e “comunicazione” dei dati sensibili.

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