PATTO PARASOCIALE: è un contratto preliminare?

In Contratti
Cassazione civile, sezione prima, sentenza n.13877 del 01/06/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Roberta Mordà

Con sentenza n. 13877/2017 la Suprema Corte di Cassazione rigettava il ricorso avverso la decisione della Corte d’Appello di Milano, la quale dichiarava sussistente l’inadempimento di un patto parasociale stipulato dai soci di una srl, confermando integralmente la pronuncia del Tribunale di Milano in I grado.

Il patto parasociale era finalizzato alla nomina unanime di un amministratore unico non socio.

Il suddetto ricorso si fondava essenzialmente su una duplice motivazione: la prima lamentava la violazione e falsa applicazione dell’art. 1351 c.c. in relazione all’art. 2480 c.c., posto che il patto parasociale veniva qualificato come un contratto preliminare e la delibera assembleare come il suo correlato contratto definitivo.

Il riferimento normativo sopra richiamato richiede che il contratto preliminare rivesta la medesima forma del contratto definitivo e a tal proposito parte ricorrente evidenziava che la delibera assembleare assumeva la forma di atto notarile, mentre il corrispondente patto parasociale era stato stipulato per mezzo di una mera scrittura privata. Per tali ragioni la delibera assembleare relativa alla nomina dell’a.u. sarebbe stata nulla e l’ipotesi di inadempimento contrattuale non sarebbe stata conseguentemente configurabile.

Il secondo motivo era incentrato sull’impossibilità della prestazione e della sua inesigibilità ex art. 1218 c.c. in quanto la previsione legislativa di ordine generale stabilisce che l’amministrazione di una s.r.l. sia affidata agli stessi soci ex art. 2475 c.c. e l’atto costitutivo della s.r.l.  non derogava a tale norma codicistica.

La Suprema Corte riteneva infondato il primo motivo, in quanto la difesa dei ricorrenti non offriva elementi validi per sostenere la tesi secondo cui il patto parasociale sarebbe assoggettato alla disciplina del contratto preliminare; tesi che mal si conciliava con il principio di diritto che inquadra il patto parasociale come semplice accordo interpersonale tra soci, privo di collegamento diretto con l’organizzazione sociale, le cui regole sono di esclusiva spettanza dello statuto o dell’atto costitutivo.

L’infondatezza del secondo motivo era invece dovuta al fatto che nello stesso patto parasociale era insito implicitamente l’obbligo di modifica dell’atto costitutivo in quanto l’osservanza di tale vincolo contrattuale era strettamente  strumentale alla nomina di un amministratore non socio, in deroga alla norma di carattere generale. La violazione di tale obbligo costituiva dunque di per sé inadempimento contrattuale.

La Suprema Corte con la pronuncia in esame tende a confermare l’estraneità dei patti parasociali e la loro irrilevanza rispetto all’organizzazione societaria e a sottolineare pertanto l’efficacia obbligatoria e non reale del patto parasociale che, riconoscendosi in una convenzione atipica, non dovrebbe vincolare il socio anche all’esterno.

È pacifico che il rapporto parasociale opera su un piano diverso da quello sociale. (Cass. Civ., sez. I, 23.11.2001, n. 14865).

La validità della delibera in questione e il corretto funzionamento dell’organo assembleare non risultano dunque inficiati, fermo restando la tutela risarcitoria riservata agli altri soci, parti del patto parasociale.

 

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