PAT: nulla la costituzione priva di firma digitale e conformità della procura

In Diritto amministrativo
TAR Calabria-Catanzaro, sezione prima, ordinanza n.18 del 26/01/2017 [Leggi il provvedimento]
Redatto  dall’Avv. Michele Salomone

Non tarda ad arrivare un’ennesima pronuncia del T.A.R. in materia di Processo amministrativo Telematico (PAT), non essendo serviti a molto sia i numerosi corsi sia il regime di prova predisposto al fine di consentire una rapida informazione sulle procedure de quo ed evitare errori invalidanti i depositi.

Il Giudice amministrativo negli ultimi mesi, proteso ad un orientamento rigido sulla corretta applicazione delle norme in materia di PAT, non ha lasciato molti spiragli di rimessione in termini ex art. 37 c.p.a..

Il caso in oggetto è quello presentatosi innanzi ai Consiglieri del Tribunale Amministrativo della Calabria, sede di Catanzaro, che hanno ammonito l’amministrazione convenuta (per errori in procedendo) sul formato richiesto per i documenti depositati in via telematica.

Più segnatamente la sezione I del TAR, con Ordinanza 25-26 gennaio 2017, n. 18, ha ritenuto la costituzione della Regione Calabria nulla per mancanza di conformità al modello stabilito dalla legge per il processo amministrativo telematico.

La Regione Calabria depositava copia digitale per immagini di un atto di costituzione cartaceo, in violazione dell’art. 136, comma 2-bis c.p.a. e dell’art. 9, comma 1 d.m. 16 febbraio 2016, n. 40.

Molte sono state le difficoltà per i veterani del settore amministrativo, non sempre al passo con le recenti tecnologie informatiche.

Infatti risulta necessaria una scannerizzazione della documentazione prodotta, non in formato immagine, ma formato Pdf, essendo inammissibile il ricorso depositato come copia informatica per immagine.

Al problema della scannerizzazione si aggiunge, inoltre, quello della firma digitale apposta alla documentazione scannerizzata.

Ai sensi dell’art. 136 infatti gli atti delle parti (ricorso introduttivo, memorie, ricorso incidentale, motivi aggiunti etc.) devono essere non solo in formato doc/Pdf  ma altresì sottoscritti con firma digitale, conforme ai requisiti di cui all’articolo 24 del CAD.

Già il TAR Lazio, sezione seconda, con decreto n.574 del 03/02/2017 aveva affermato come gli atti non sottoscritti con firma digitale, (nel caso di specie istanza di fissazione), risultano violativi dell’art. 136 e pertanto nulli.

Infatti la firma digitale deve essere apposta agli atti da allegare e non solo al Modulo di deposito.

Parte della giurisprudenza ha in controtendenza ritenuto che la mancata sottoscrizione può essere considerata errore scusabile alla luce delle possibili difficoltà di carattere tecnico, correlate all’avvio del processo amministrativo telematico.

Nell’ordinanza in esame, si evidenzia come, nel caso in questione, la procura conferita dal Presidente della Regione risulti carente dell’attestazione di conformità ai sensi dell’art. 136, comma 2-ter c.p.a. rappresentando tale carenza una chiara violazione dei requisiti formali di Copyright indispensabili per il raggiungimento dello scopo.

Carenza che produce, quale effetto inevitabile, la nullità dell’atto, atteso che la mancanza della firma digitale apposta all’atto di costituzione impedisce la verifica della paternità dell’autore e della provenienza dal difensore che ne appare l’autore, non risultando possibile, in mancanza della prescritta attestazione, ritenere la conformità all’originale della copia digitale.

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