OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO: improcedibile se l’opponente non ha esperito il tentativo di mediazione

In Diritto Civile, Legal recovery
Tribunale di Cosenza, Dott. Massimo Lento, sentenza 05-05-2016 [leggi provvedimento]

Nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il mancato esperimento della procedura di mediazione da parte opponente è causa di improcedibilità della domanda.

E’ questo il principio di diritto statuito dal Tribunale di Cosenza, in persona del Dott. Massimo Lento, con sentenza del 05/05/2016.

Nel caso in esame, una società ed i relativi fideiussori avevano proposto opposizione avverso il decreto ingiuntivo con il quale era stato loro ingiunto, nelle rispettive qualità di debitore principale e di fideiussore, il pagamento di una somma di denaro in favore di una banca.

Nel detto giudizio si costituiva la Banca la quale, dopo aver evidenziato al Giudice il mancato esperimento da parte opponente della procedura di mediazione, insisteva per la declaratoria di improcedibilità della domanda.

Ebbene, il Tribunale di Cosenza, chiamato a pronunziarsi sulla questione de qua, aderendo all’orientamento giurisprudenziale maggioritario secondo cui, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di esperire il tentativo di mediazione incombe sull’opponente, quale parte che ha interesse e che ha il potere di iniziare il processo, ha ritenuto fondata l’eccezione formulata dalla Banca, non avendo parte opponente, dal canto suo, fornito alcuna prova sulla circostanza di essersi attivata per realizzare la condizione di procedibilità prevista dall’articolo 5 della legge 28/2010.

Invero, la norma di cui all’art. 5 del D.lgs. 28/2010 «è stata costruita in funzione deflattiva», pertanto, in quanto tale, deve essere interpretata «alla luce del principio costituzionale del ragionevole processo e dell’efficienza processuale».

In altri termini, attraverso il meccanismo della mediazione obbligatoria, il processo deve apparire come l’ extrema ratio, ovvero quale ultima possibilità dopo che le altre possibilità sono risultate precluse.

Ad avviso del Giudice cosentino, nel caso di specie, se, da un lato, la Banca, attraverso il ricorso per decreto ingiuntivo, avrebbe correttamente scelto la via deflattiva coerente con la logica dell’efficienza processuale e della ragionevole durata del processo, dall’altro, parte opponente, sebbene gravata dal relativo onere, non avrebbe provveduto ad avviare il procedimento di mediazione, con consequenziale improcedibilità della domanda e, dunque, conferma del decreto ingiuntivo opposto.

La detta pronunzia del Tribunale di Cosenza va a consolidare ancor di più l’orientamento giurisprudenziale secondo cui, nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, è l’opponente che ha, secondo il principio del “processo a impulso di parte”, l’interesse ad avviare il giudizio di opposizione e, quindi, anche il procedimento di mediazione, a pena di improcedibilità della domanda azionata.

 

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