Vendite delegate: Limite all’importo del ribasso praticabile (art. 591 c.p.c.)

In Processo esecutivo

 

Redatto dalla dott.ssa Maria Rosaria Todisco

L’art. 591 c.p.c., secondo comma, primo periodo, così come novellato per effetto del D.L. n. 59 del 2016 e dalla legge di conversione n. 119 del 2016, nella parte in cui prevede che dopo il quarto tentativo di vendita andato deserto il prezzo base può essere ridotto sino al limite della metà, fa riferimento al prezzo del precedente tentativo di vendita e non al valore del compendio.

Il giudice dell’esecuzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Terza Sezione Civile, ha ritenuto di rigettare le contestazioni del debitore esecutato, qualificate in termini di reclamo ex art. 591-ter c.p.c., avverso il quarto avviso di vendita del compendio pignorato.

Il professionista delegato riceveva autorizzazione alla vendita a seguito di pronuncia di delega da parte del giudice del procedimento ex art. 591-bis c.p.c. al prezzo base d’asta individuato, nonché autorizzazione a fissare nuovi tentativi con ribasso del prezzo ex art. 591 c.p.c. qualora i precedenti tentativi avessero avuto esito negativo.

Le contestazioni del debitore, oggetto del giudizio del giudice, consistevano nella prospettazione da parte del ricorrente in un vizio dell’avviso del professionista delegato, contestandone la legittimità ritenendo che l’avviso stesso non avrebbe potuto aver luogo.

L’esecutato lamentava che, sulla base dell’art. 4, lett. h), del D.L. n. 59 del 2016, il quale ha modificato l’art. 591, comma secondo, primo periodo, non si sarebbe potuto procedere all’ulteriore prosecuzione delle vendite nei casi in cui, decorso un certo numero di tentativi di vendita andati deserti (tre secondo l’indicazione originaria del decreto, quattro nella formulazione modificata in sede di conversione), il prezzo indicato fosse inferiore alla metà del valore del compendio.

Per effetto della recente riforma, all’art. 591, comma secondo, c.p.c. dopo le parole «fino al limite di un quarto», riferite alla possibilità per il giudice, in caso di esito negativo dei tentativi di vendita precedenti, di stabilirne diverse condizioni con un prezzo base inferiore, sono aggiunte le seguenti: «e, dopo il quarto tentativo di vendita andato deserto, fino al limite della meta’».

L’errore interpretativo del ricorrente si sostanzia nell’aver ritenuto che il limite della metà indicato dalla norma debba fa riferimento al valore effettivo del compendio, e non al prezzo che era stato individuato per il precedente avviso di vendita conclusosi con effetti negativi.

Tale lettura, secondo il giudice dell’esecuzione, non può essere accolta, non trovando riscontro né in un’interpretazione letterale della norma, né nella ratio della riforma.

La novella, infatti, mira ad accelerare i tempi di recupero dei crediti nelle procedure esecutive e concorsuali pur bilanciando tale esigenza con quella di individuare un limite all’importo del ribasso praticabile. L’aver però già espletato un numero considerevole di tentativi di vendita conclusi con esito negativo, rende il primo interesse prevalente rispetto al secondo, giustificando così la possibilità di un ribasso maggiore, da un quarto alla metà, al fine di addivenire alla liquidazione del compendio in tempi più rapidi.

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