NOTIFICA: nulla ed inesistente se avviene a mezzo posta elettronica da parte di soggetto non munito di mandato

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione terza, ordinanza n. 23968 del 12/10/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Sabrina Mazzocca

La notifica dellatto di impugnazione non andata a buon fine per trasferimento del destinatario, seguita, quandanche entro il termine originario maggiorato della metà, da una comunicazione informale a mezzo posta elettronica da parte di soggetto non munito di mandato, non è soltanto nulla, ma inesistente, neppure giovando al notificante la successiva costituzione del destinatario dellatto, il quale esordisca eccependo il difetto di una notificazione definibile come tale, non essendo tale vizio suscettibile di sanatoria, con la conseguenza della decadenza dallimpugnazione per carenza di notifica del suo atto introduttivo.

La Cassazione, nell’ordinanza in epigrafe, risolve il problema della riconducibilità della notifica effettuata per via informale da un soggetto sprovvisto di mandato nella categoria della nullità o, piuttosto, nella controversa categoria dell’inesistenza.

Nel caso di specie, il tentativo di notifica dell’atto di impugnazione, non andato a buon fine a causa del trasferimento del domiciliatario, viene seguito da una comunicazione informale  – cui viene allegato l’atto in formato “pdf” – a mezzo posta elettronica da parte di un collaboratore degli avvocati dell’appellante.
L’appellato, costituitosi, eccepisce la radicale irritualità dell’instaurazione del gravame, in quanto l’atto, per le modalità con cui è stato comunicato, non è riconducibile ad alcun valido schema legale.

La Corte, nella decisione del ricorso, cita due sentenze delle Sezioni Unite del 2016 in cui si afferma che, ove la notifica degli atti processuali non vada a buon fine per ragioni non riconducibili alla responsabilità del notificante, questi sia tenuto a riattivare tempestivamente il processo notificatorio, senza superare la metà dei termini previsti dall’art. 325 c.p.c., a meno che non ricorrano circostanze eccezionali (Cass. Sez. U. n. 14594/2016); in ossequio ai principi di strumentalità delle forme degli atti processuali e del giusto processo, l’atto è riconducibile alla categoria dell’inesistenza quando risulti essere carente di tutti gli elementi essenziali idonei a qualificare l’atto come notificazione.
Gli elementi essenziali sono stati identificati “a) nell’attività di trasmissione, svolta da un soggetto qualificato, dotato, in base alla legge, della possibilità giuridica di compiere detta attività, in modo da poter ritenere esistente ed individuabile il potere esercitato; b) nella fase di consegna, intesa in senso lato come raggiungimento di uno qualsiasi degli esisti positivi della notificazione previsti dall’ordinamento”, restando così esclusi “soltanto i casi in cui l’atto venga restituito puramente e semplicemente al mittente, così da dover reputare la notificazione meramente tentata ma non compiuta, cioè, in definitiva, omessa; in questi casi, ogni vizio relativo si riconduce nell’ambito della nullità ed è suscettibile di sanatoria con efficacia ex tunc in seguito alla costituzione dell’intimato – per raggiungimento dello scopo – o per rinnovazione della procedura di notifica.

Nella vicenda oggetto di ricorso, tuttavia, l’atto di appello è stato portato a conoscenza della controparte in una forma non riconducibile al tipo legale.
Difatti, non solo è stato trasmesso da un soggetto non dotato di mandato da parte dell’appellante, ma è stata altresì violata la normativa sulla notificazione a mezzo posta elettronica.
Tale circostanza, unitamente alla constatazione del fatto che la parte si sia costituita con eccezione volta a sollevare il difetto di una notificazione valida, induce la Corte a ritenere l’impugnazione decaduta a causa della mancata notifica dell’atto introduttivo.

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