MEDIAZIONE: rilevanza del comportamento delle parti nella procedura di mediazione facoltativa

In Mediazione
Tribunale di Milano, sezione undicesima, sentenza n.9205 del 21/07/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Sabrina Mazzocca

È tenuto a risarcire il “maggior danno” ex art. 1224 comma 2 c.c. la parte che non attua una condotta collaborativa nella procedura di mediazione che, sebbene facoltativa, sia idonea ad evitare i tempi e i costi derivanti dalla necessaria instaurazione di un successivo giudizio.

Il Tribunale di Milano, con sentenza n.9205 del 21/07/2016, si è pronunciato sulla domanda di risarcimento del danno formulata da una ditta operante nel settore dell’installazione e della manutenzione di impianti di riscaldamento avverso il condominio inadempiente in relazione al contratto di somministrazione.

Nel caso di specie, a seguito del mancato adempimento spontaneo del condominio, la parte attrice aveva avviato una procedura di mediazione volta ad evitare al convenuto un ulteriore esborso di denaro legato alle spese di giustizia.

Tuttavia, nei due incontri innanzi all’organismo di mediazione, la parte convenuta, con la sua condotta, impediva di addivenire ad una soluzione bonaria della questione, costringendo la ditta di riscaldamento ad agire in sede giudiziale.

Con la pronuncia in esame, il Tribunale meneghino ha riconosciuto alla parte attrice il diritto al risarcimento del maggior danno ex art. 1224 comma 2 c.c. (coincidente con le spese legali e i compensi dell’ICAF) patito come conseguenza del comportamento ostruzionistico del condominio convenuto.

Difatti, sebbene l’oggetto del contenzioso non rientri nelle materie oggetto di mediazione obbligatoria, si rileva che la procedura avviata dalla parte attrice sarebbe stata idonea (“maxime opportuna”) ad evitare per entrambe le parti un ulteriore esborso legato alle spese del giudizio instaurato innanzi al Tribunale.

Anche in assenza di un’espressa enunciazione, la sentenza pare inserirsi nel trend giurisprudenziale volto alla piena valorizzazione degli obblighi di correttezza e buona fede ex artt. 1176 e 1375 c.c., espressioni del più generale dovere di solidarietà sociale ex art. 2 Cost..

L’obbligo di cooperazione del debitore, in questo caso, infatti, viene esteso oltre la fase delle trattative e dell’esecuzione del contratto, fino a ricomprendere la situazione patologica dell’inadempimento, sottolineando che, per di più, l’iniziativa della parte attrice sarebbe stata idonea ad evitare inutili esborsi di denaro anche per il condominio.

 

 

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