MEDIAZIONE: necessario conferire procura speciale per farsi rappresentare nella procedura

In Mediazione
Tribunale di Verona, dott. Massimo Vaccari, ordinanza n.1626 del 11/05/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Roberta Simonetti

In tema di mediazione “La parte può conferire procura speciale ad altro soggetto, compreso il suo difensore, per farsi rappresentare nel procedimento di mediazione”.

E’ quanto emerge dall’ordinanza resa dal Tribunale di Verona, che si è trovato ad affrontare un tema particolarmente interessante, quello inerente l’istituto della mediazione.

L’istituto della mediazione, originariamente introdotto con il dlgs 28/2010 a sua volta rivisitato ed adattato, a causa di profili di incostituzionalità, al decreto del fare 69/2013, si sostanzia in un’ attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa” (art. 1 lett. a), D.Lgs. 28/2010).

Or bene, nelle ipotesi previste dall’art.5 co. 1 e co. 1-bis, D.Lgs. 28/2010, la mediazione risulta essere condizione di procedibilità di una qualsiasi azione civile, pertanto il tentativo di conciliazione deve essere obbligatoriamente esperito.

E’ noto come, in questo campo, delle minime formalità possano addirittura impedire alle parti di avanzare una domanda giudiziale e, di conseguenza, far valere un proprio diritto.

Nel caso di specie, l’attenzione si è posta su un aspetto meramente procedurale della mediazione: invero la convenuta non aveva partecipato al procedimento di mediazione avviato ante causam su iniziativa dell’attrice che, tuttavia, aveva presenziato alla detta procedura tramite soggetto che, secondo il Tribunale di Verona, non ne aveva legittimità, pertanto la condizione di procedibilità non poteva ritenersi realizzata.

Infatti, l’attore era stato rappresentato nel procedimento di mediazione non dal suo difensore ma da un avvocato da questi delegato.

Nel mandato alle liti la parte aveva conferito al proprio difensore il potere di rappresentarla davanti al giudice nell’udienza di cui all’art. 183 c.p.c. e di conciliare e transigere la controversia ma non gli aveva altresì attribuito lo specifico potere di partecipare al procedimento di mediazione.

Alla luce di ciò, il Tribunale di Verona, in persona del Dott. Massimo Vaccari, ha ritenuto che la condizione di procedibilità non potesse considerarsi ritenersi realizzata.

Tale decisione è maturata non in virtù della mancata partecipazione personale della parte alla mediazione, sebbene sul punto vi siano orientamenti giurisprudenziali divergenti che rendono amletico il dubbio circa l’indispensabilità della parte alla partecipazione della procedura della mediazione, bensì in virtù del fatto che l’attrice, nel procedimento di mediazione, sia stata rappresentata non dal suo difensore bensì da un avvocato da questi delegato, senza che nel mandato alle liti, richiesto ed esibito, fosse stato conferito alcuno specifico potere di partecipare al procedimento di mediazione nè tantomeno quello di delegare a terzi.

 

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