Marchio UE: rischio di confondibilità con segno anteriore

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EUIPO decision case number 002749854, 23.01.2018, tm number 015453731 [Leggi la decisione EUIPO]
Redatto dal dott. Antonino Topa

La decisione in commento ha ad oggetto la tematica relativa al giudizio di confondibilità tra due marchi registrati, condotto a rigore dell’art. 8, comma 1, lettera b) del Regolamento sul marchio dell’Unione Europea (REMUE): tale norma statuisce che non può essere validamente registrato un nuovo marchio qualora si possa ingenerare un rischio di confusione o associazione con quest’ultimo e i prodotti da esso contraddistinti.

In caso di eventuale opposizione, è interesse dell’opponente inibire l’uso di un segno distintivo simile o addirittura identico al proprio, affinchè non si verifichi il rischio che l’altrui utilizzo faccia sorgere, nel pubblico di riferimento, la convinzione che i prodotti o i servizi ad esso associati possano appartenere ad altri operatori del mercato e non all’opponente.

Tale ultima circostanza è ancora più preminente qualora i predetti operatori siano concorrenti ed offrano i medesimi beni. Per pubblico di riferimento si prenda come termine di paragone, all’interno del territorio dell’Unione Europea, il consumatore medio dei prodotti o servizi di cui trattasi, normalmente informato e ragionevolmente attento ed avveduto: il livello di attenzione ed avvedutezza può chiaramente variare a seconda del settore merceologico considerato.

Nel caso oggi in rassegna, i marchi utilizzati da entrambe le società coinvolte sono effettivamente molto simili, benchè si differenzino per taluni elementi grafici (di cui a breve si darà conto) che sono apparsi decisivi, a parere dell’organo giudicante, al fine di escludere la loro confondibilità.

I prodotti sono stati invece considerati identici, essendo la registrazione dei marchi avvenuta per categorie merceologiche obiettivamente sovrapponibili. Il pubblico di riferimento, tenuto conto della destinazione al grande pubblico dei beni commercializzati, si ritiene abbia un livello di attenzione medio.

Il carattere distintivo del marchio anteriore è uno dei principali elementi da valutare, qualora si voglia appurare un eventuale rischio di confusione. La distintività andrà considerata nella sua dimensione intrinseca, tenuto conto se il predetto segno, nel suo complesso, sia o meno privo di un qualsiasi significato per il pubblico di riferimento, in relazione ai prodotti contraddistinti e sempre che non si sostenga una sua particolare notorietà commerciale.

Nel caso di specie, il marchio opposto “Nature-mix” non è stato inteso come dotato di particolare capacità distintiva, in quanto i concetti ad esso associati rinviano semplicemente ad alcune caratteristiche positive dei prodotti alimentari reclamizzati, senza che al contrario sia stato introdotto alcun elemento fortemente distintivo.

Per quanto attiene al confronto tra i due marchi dedotti nel presente giudizio, questi hanno in comune un elemento grafico, costituito dalla parola “Natur”, associata ad altre particelle verbali e stilistiche, come colori e caratteri, sostanzialmente diversi.

Per lo stesso ordine di motivi di ordine concettuale di cui sopra, l’elemento “Natur” è stato giudicato come avente un carattere distintivo di basso grado, in quanto fortemente descrittivo dei prodotti ad essi associati, tenuto conto del significato che questo singolo termine potrebbe assumere per il pubblico di riferimento, il quale sarà infatti portato a confidare sulle caratteristiche positive degli stessi, quali ad esempio il fatto che siano naturali.

In casi del genere, gli elementi aggiuntivi e differenti, rispetto alla base comune dei due marchi, devono essere considerati preponderanti al fine di escludere la loro confondibilità e sarà quindi su tali elementi che si dovrà basare il relativo giudizio.

L’EUIPO, nel caso di specie, ha reputato i caratteri secondari del marchio impugnato “ei” e quello del marchio anteriore “mix”, associati ad ulteriori elementi grafici, sufficienti, dal punto di vista visivo, fonetico e concettuale, ad escludere la confondibilità tra i due segni distintivi adottati da entrambi gli operatori, rendendoli simili tra di loro, ma in media o ridotta misura.

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