MANTENIMENTO, FIN DOVE SI SPINGE L’ALEA?

In Contratti
Cassazione civile, sezione sentenza 4825 del   [Leggi provvedimento]
Redatto dal dott. Gianpaolo Mormile

La Corte di Cassazione, con la sent. 4825/2016, volge il proprio sguardo ai contratti aleatori, in particolar modo a quelli di mantenimento (o di vitalizio assistenziale).

In tal caso il trasferimento di un immobile dietro il corrispettivo di una rendita vitalizia deve presentare caratteri aleatori tali da poter far sorgere il dubbio che la prestazione dell’obbligato superi il valore del bene trasferito. Qualora le condizioni di vita o l’età del vitaliziato siano tali da non poter insinuare il rischio di una maggiore prestazione, allora il contratto sarà nullo.

La Suprema Corte, nel caso di specie, non fa altro che ribadire i principi codicistici propri dei contratti aleatori e della rendita vitalizia (ex art. 1872 c.c.), precisando che, nel caso di specie, il contratto di mantenimento è nullo per difetto di causa e che la prestazione a carico dell’onerato deve poter potenzialmente portare ad uno squilibro delle prestazioni dedotte dalle parti.

 * * CONTRATTI ALEATORI * *

Il contratto aleatorio è come un giuoco che viene stipulato per motivi più seri” ( Trabucchi)

Il contratto è aleatorio quando il valore concreto della prestazione e della controprestazione dipenda da un fattore di incertezza che può volgere il vantaggio di un contratto verso una parte o verso l’altra.

L’incertezza è meglio definita alea giuridica, poiché essa penetra nella causa del contratto, caratterizzandolo come aleatorio. Diversa è l’alea economica o meglio riconosciuta come alea normale del contratto – art. 1467 2° co c.c. – che è propria di ogni schema contrattuale che non ha un esecuzione immediata, e la cui definizione dipende dalle oscillazioni di mercato. Esempio tipico è quello del contratto di appalto, lì dove i materiali utilizzati dall’impresa possono subire una variazione del prezzo nel limite del 10%. L’alea normale non incide sulla natura del contratto e naturalmente sulla sua causa.

L’art.1496 c.c. prevede che i contraenti possono modificare un contratto non aleatorio aggiungendovi un rischio del tutto estraneo allo schema tipico. L’alea convenzionale deve essere tale da coinvolgere l’oggetto del contratto e non le sole prestazioni accessorie: vi si deve apportare una modificazione della prestazione tale da rendere incerto il rapporto sinallagmatico. Esempio tipico è quello della “vendita di cose future”, lì dove il rapporto è valido se alla vendita di cosa futura (quale prestazione incerta), corrisponderà il pagamento del prezzo ( prestazione certa) pur se l’oggetto del contratto non venga ad esistenza, sempreché le parti abbiano voluto concludere un contratto aleatorio. Quanto alla rilevanza, come già sostenuto, l’alea penetra nella causa e pertanto se essa in concreto manca, il contratto è nullo per difetto di causa. La giurisprudenza ha più volte affermato (Cass. sent. 4825/2016) la nullità della rendita vitalizia per mancanza di alea, a meno che le parti non l’abbiano volutamente esclusa. In tal caso si avrà un vitalizio gratuito atipico che si configura come una donazione indiretta quale “negotium mixutum con donatione”.

In ultimo è necessario aggiungere che gli istituti della “rescissione per lesione” (art 1448 4° co c.c.) e la “risoluzione per eccessiva onerosità” (1469 c.c.), non sono rimedi opponibili ai contratti aleatori, essendo questi tipici dei soli contratti commutativi (contratti per i quali non è prevista l’incertezza della prestazione).

 

Print Friendly, PDF & Email

You may also read!

Breaking News: a Milano il Tribunale dei brevetti

«Se la Brexit farà il suo corso, non ha senso che una delle tre sedi principali del tribunale unificato

Read More...

Cruciverba legale: vediamo quanto ne sai!

Redatto dal dott. Armando Ottone Prova a risolvere il nostro primo cruciverba legale redatto dal dott. Armando Ottone. Vediamo

Read More...

PENALE: Autoricilaggio e clausola di non punibilità prevista dall’art. 648-ter c. 4 c.p.

Redatto dal dott. Gabriele Marasco Con la sentenza numero 30399 del luglio 2018, la Corte di Cassazione torna a

Read More...

Mobile Sliding Menu