EMAIL: ammissibile come prova anche in assenza di firma

In Diritto Civile
Tribunale di Milano, sentenza n.11402 del 18/10/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Roberta Simonetti

“E’ ammissibile come prova il documento elettronico anche in assenza di firma elettronica qualificata. La spedizione da un indirizzo riferibile ad una certa società d’azienda deve essere ritenuto firma elettronica ai sensi delle definizioni contenute nell’articolo 3 del regolamento EIDAS stesso”.

Questo il principio di diritto statuito dal Tribunale di Milano con sentenza n. 11402/2016 pronunziata in data 18 ottobre 2016.

La vicenda trae origine da un’opposizione a decreto ingiuntivo emesso per ottenere il pagamento di alcune fatture per compensi derivanti da un contratto di collaborazione in materia di grafica e informatica.

Secondo quanto asserito dalla società opponente, il decreto ingiuntivo doveva essere revocato in quanto emesso in assenza di prova, non avendo l’opposto provato la sua prestazione lavorativa e, dunque, la sua pretesa di pagamento, se non attraverso una e-mail ove il socio accomandatario della detta società aveva riconosciuto la esistenza di un debito e la difficoltà a pagarlo.

Ad avviso dell’opponente tale e-mail non poteva considerarsi valido documento in quanto non sottoscritto e, dunque, non equiparabile alla posta elettronica certificata ma ad una mera riproduzione meccanica.

Ebbene, il Tribunale di Milano, chiamato a pronunziarsi sul caso de quo, con riguardo alla e-mail incriminata, spedita dall’indirizzo della società opponente in favore dell’opposto, richiamando l’ articolo 46 del Regolamento Europeo EIDAS (n.910 del 2014) secondo cui “a un documento elettronico non sono negati gli effetti giuridici e la ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della sua forma elettronica” ha ritenuto infondata l’eccezione sollevata dalla società circa la presunta carenza di sottoscrizione.

Invero, il regolamento EIDAS contiene, altresì, un principio di non discriminazione della firma elettronica rispetto a quella materiale all’articolo 25 secondo cui: “a una firma elettronica non possono essere negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziari per il solo motivo della sua forma elettronica o perché non soddisfa i requisiti delle firme elettroniche qualificate”.

Alla luce di tali circostanze, il giudice meneghino ha ritenuto ammissibile come prova il documento elettronico anche in assenza di firma elettronica qualificata, atteso che la spedizione da un indirizzo riferibile ad una certa società d’azienda deve essere ritenuta firma elettronica ai sensi delle definizioni contenute nell’articolo 3 del regolamento EIDAS e, pertanto, ha rigettato l’opposizione in quanto infondata.

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