LOTTIZZAZIONE ABUSIVA: se sanata elimina la confisca ma non estingue il reato

In Diritto penale commerciale
Cassazione penale, sezione quarta, sentenza n.53352 del 15/12/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dall’Avv. Roberta Postiglione

In tema di lottizzazione abusiva, secondo un consolidato indirizzo ermeneutico, confermato nella pronuncia della Suprema Corte, Sez. IV, del 15 dicembre 2016, n. 53352, il rilascio della concessione in sanatoria per le opere abusivamente costruite non è incompatibile con il provvedimento di confisca delle aree lottizzate.

Al fine di interdire la confisca occorre l’autorizzazione in sanatoria a lottizzare, atteso che questa, pur non estinguendo il reato di lottizzazione abusiva, dimostra ex post la conformità della lottizzazione agli strumenti urbanistici e la volontà dell’amministrazione di rinunciare all’acquisizione delle aree al patrimonio indisponibile comunale.

L’ordinanza impugnata dinanzi ai Giudici della legittimità non accoglieva l’appello proposto avverso il rigetto di un’istanza di restituzione dei beni, sul presupposto che i permessi di costruire fossero illegittimi perché nulla si diceva delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria negli atti amministrativi e nel piano particolareggiato e perché non era stata fornita prova del pagamento degli oneri concessori.

Il ricorrente lamentava violazione di legge per essere la motivazione fondata su travisamento dei fatti essendo i permessi stati rilasciati dal Comune successivamente all’adozione del piano particolareggiato ed in attuazione dello stesso ed essendo stata fornita prova dell’avvenuto pagamento degli oneri concessori già all’interno dei permessi stessi, con specificazione della somma versata, degli estremi del versamento e del calcolo degli oneri.

La Corte di Cassazione nel ritenere fondato il ricorso chiarisce che l’accertamento della persistente confiscabilità degli immobili deve prendere le mosse dalla verifica dell’esistenza di un’autorizzazione a lottizzare, prius logico-giuridico dei permessi di costruire rilasciati in sanatoria e che ˂˂ il titolo abilitante sopravvenuto legittima soltanto l’opera edilizia che ne costituisce l’oggetto, ma non comporta alcuna valutazione di conformità di tutta la lottizzazione alle scelte generali di pianificazione urbanistica, con la conseguenza che anche il rilascio di una pluralità di concessioni edilizie nell’aria interessata da una lottizzazione abusiva “non rende lecita un’attività che tale non è: la concessione non ha, infatti, una funzione strumentale urbanistica di pianificazione, dell’uso del territorio”. Per interdire la confisca delle aree oggetto di lottizzazione abusiva occorre l’autorizzazione in sanatoria a lottizzare, atteso che questa, pur non estinguendo il reato di lottizzazione abusiva, dimostra “ex post” la conformità della lottizzazione agli strumenti urbanistici e la volontà dell’amministrazione di rinunciare all’acquisizione delle aree al patrimonio indisponibile comunale >>.

E dunque l’eventuale autorizzazione concessa “in sanatoria“, legittima l’opera edilizia come tale ma non si estende alla possibilità di rivedere la questione riguardante la lottizzazione con la conseguenza che non avrà l’effetto di estinguere il reato di lottizzazione abusiva, non essendo, tra l’altro, espressamente prevista dalla legge come causa estintiva di tale illecito.

Qualora essa intervenga il giudice non può, tuttavia, disporre la confisca, perché l’autorità amministrativa competente, riconoscendo ex post la conformità degli interventi già realizzati agli strumenti urbanistici generali vigenti sul territorio, ha inteso evidentemente lasciare il terreno lottizzato alla disponibilità dei proprietari, rinunciando implicitamente ad acquisirlo al patrimonio indisponibile del Comune.

 

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