LEGALE: responsabilità civile del professionista e risarcimento del danno al cliente

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione seconda, sentenza n.26064 del 16/12/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Ines Cangiano

“È professionalmente responsabile l’avvocato in caso di inesatto o mancato compimento di plurime attività difensive, quali la mancata redazione della diffida ad adempiere da inviare al promittente venditore, l’omessa informativa dei clienti sullo svolgimento del processo e sulla proposta di transazione proveniente dalla controparte, e l’omessa offerta della controprestazione agli effetti del conseguimento della pronuncia ex art. 2932 c.c. Il non corretto adempimento della prestazione professionale giustifica il risarcimento ai clienti che si sono visti rigettare la domanda”.

Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione, sezione seconda, nella sentenza 26064/2016 con riferimento alla questione inerente la responsabilità civile di un legale.

Nel caso di specie, l’avvocato aveva ottenuto un decreto ingiuntivo dal Tribunale di Milano nei confronti dei suoi clienti, promissari acquirenti di un appartamento, in virtù della attività professionale svolta nei loro confronti.

I predetti clienti ingiunti però, sulla scorta delle inadempienze in cui era incorso il legale nell’espletamento dell’incarico conferito, proponevano opposizione al decreto ingiuntivo, a seguito della quale il predetto veniva revocato e ai due opponenti veniva, altresì, riconosciuto il risarcimento del danno patito.

Il legale proponeva quindi appello avverso la sentenza di condanna mentre i due clienti avanzavano gravame incidentale in ordine alla quantificazione dei danni ed alla revoca della cancellazione ordinata dal Tribunale.

La Corte di Appello di Milano riscontrava la sussistenza della responsabilità professionale del legale sia per l’omesso invio della diffida stragiudiziale sia per l’omessa informazione dei clienti sugli sviluppi della lite e sulla proposta transattiva, sia per la mancata allegazione dell’offerta della controprestazione ed, in tal modo, confermava l’importo dei danni stimati in primo grado.

Avverso la sentenza della Corte di appello di Milano, il legale proponeva da ultimo ricorso per Cassazione.

Ebbene i giudici di legittimità, chiamati a pronunziarsi sulla questione de qua, hanno statuito che “il professionista, nella prestazione dell’attività professionale, sia questa configurabile come adempimento di un’obbligazione di risultato o di mezzi, è obbligato, a norma dell’art. 1176 c.c., ad usare la diligenza del buon padre di famiglia; la violazione di tale dovere comporta inadempimento contrattuale (del quale il professionista è chiamato a rispondere anche per la colpa lieve, salvo che, a norma dell’art. 2236 c.c. la prestazione dedotta in contratto implichi la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà) e, in applicazione del principio di cui all’art. 1460 c.c., la perdita del diritto al compenso” e di conseguenza rigettano il ricorso.

La Suprema Corte, dunque, ha ritenuto che nell’ipotesi di responsabilità civile del professionista, il cliente deve dimostrare di aver sofferto un danno causato dall’insufficiente o inadeguata attività dello stesso.

La Corte d’Appello ha rinvenuto la responsabilità dell’avvocato anche in termini risarcitori, riconducendo al non corretto adempimento della prestazione professionale l’evento produttivo del pregiudizio lamentato dai clienti, consistente nel rigetto della domanda da parte del Tribunale.

Inoltre, tenuto conto che le obbligazioni che riguardano l’esercizio di un’attività professionale sono obbligazioni di mezzi (in quanto obbligazioni che deducono condotte la cui corretta esecuzione non è detto che conduca al risultato desiderato), nel caso in cui l’avvocato svolga un’attività stragiudiziale che consista nell’invio di una diffida ad adempiere, la prestazione oggetto del contratto costituisce un’obbligazione di risultato quindi sussiste “la responsabilità dell’avvocato che abbia del tutto omesso di adempiere siffatta obbligazione”.

 

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