LAVORO: è sufficiente l’invio del certificato per la conversione del periodo di ferie in malattia?

In Lavoro e Previdenza
Cassazione civile, sezione lavoro, sentenza n.284 del 10/01/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Roberta Di Maso

“La trasmissione al datore di lavoro, da parte del lavoratore, di certificazione di malattia durante il periodo feriale e in relazione a giorni compresi in tale periodo, vale quale richiesta di modificazione del titolo dell’assenza da ferie a malattia, pur in assenza di un espressa comunicazione (scritta od orale) al riguardo, trattandosi di atto cui è consegnata, in modo inequivoco, la volontà del soggetto di determinare l’effetto giuridico della conversione”.

Con la sentenza n. 284 del 10 gennaio 2017, la Suprema Corte di Cassazione addiviene al suddetto principio di diritto, tornando a pronunciarsi sul rapporto tra ferie e malattia e sul divieto di sovrapposizione del periodo di ferie con il periodo di assenza dal lavoro per ragioni di diversa natura, come nel caso della malattia, sancito dall’art. 6 della Convenzione OIL 132/1970.

Il caso in esame riguarda il licenziamento di una lavoratrice, assentatasi dal lavoro per sottoporsi a trattamenti di emodialisi, per superamento del periodo di comporto, dichiarato legittimo sia in primo che in secondo grado.

La Corte d’Appello, infatti, rigettava il gravame proposto dalla ricorrente sostenendo, in primo luogo, che non trovava applicazione una disposizione di fonte collettiva (successiva alla cessazione del rapporto) che consentiva di computare i giorni di ferie nel periodo di comporto e, in secondo luogo, che l’invio delle certificazioni costituisse piena volontà dell’appellante di interrompere il periodo di ferie e convertirlo in periodo di malattia.

La questione è stata poi sottoposta al vaglio dei giudici di legittimità, dinanzi ai quali la ricorrente lamentava che la sentenza impugnata avesse determinato la legittima ed automatica la conversione dei giorni di ferie in giorni di malattia, successivamente al mero invio del certificato medico al datore di lavoro durante il periodi di ferie, nonostante la mancata richiesta ad opera della stessa.

La Corte Suprema ha aderito alle risultanze della Corte territoriale di secondo grado sostenendo, da un lato, che l’invio al datore di lavoro della certificazione di malattia durante le ferie vale anche come richiesta di modificazione del titolo dell’assenza da ferie a malattia, con riferimento ai giorni compresi nel periodo di ferie; dall’altro, che nel caso in esame i giudici di secondo grado avevano già accertato la volontà della lavoratrice di interrompere il periodo di ferie in concomitanza con periodo in cui si sottoponeva ai trattamenti di emodialisi, in quanto aveva accettato un nuovo cedolino paga, con imputazione a malattia delle giornate di trattamento e conseguente ricalcolo delle competenze, in sostituzione del primo, senza presentare alcuna censura.

Gli Ermellini, quindi, attesa la legittimità della conversione del periodo di assenza dal lavoro da ferie a malattia,  con la pronuncia in esame tornano a ribadire un orientamento già consolidato nella giurisprudenza dei giudici di legittimità, secondo cui il datore di lavoro può procedere a licenziamento laddove la malattia del dipendente superi il periodo di comporto. Si tratterebbe, pertanto, di un licenziamento per giusta causa e non, invece, di un licenziamento disciplinare ed in quanto tale non necessita di alcuna contestazione (resta salvo, però, l’onere di fornire in una eventuale sede giudiziaria i fatti costitutivi del potere esercitato. Cfr. Cass. n. 11092/2005, n. 23312/2010; n. 23920/2010). Il datore di lavoro, quindi, può limitarsi ad effettuare delle valutazioni complessive dei giorni di assenza, verificando l’idoneità di questi ultimi a superare il periodo di comporto prestabilito per via contrattuale.

Sulla sospensione del periodo di ferie per malattia si era già in passato pronunciata la Corte Costituzionale con sentenza n.616/1987, che dichiara illegittimo l’art. 2109 c.c. nella parte in cui non prevede che la malattia incorsa durante il periodo feriale non ne sospenda il decorso.

La Corte rigetta il ricorso anche relativamente al motivo di impugnazione avente ad oggetto il riferimento all’art. 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE che prevede, in caso di disabilità, la possibilità di computare nel periodo di comporto anche i giorni di ferie trasformati in malattia.

Nel caso in esame, pertanto, non sussistevano gli estremi per poter considerare quella della ricorrente una disabilità alla stregua della norma sopra enunciata.

 

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