LAVORO: il rapporto tra ferie e certificato medico

In Lavoro e Previdenza
Cassazione, Sez. Lavoro, 10 gennaio 2017, sent. n. 284/2017 [Leggi la sentenza]
Redatto dal Dott. Marco Noceta

La trasmissione al datore di lavoro, da parte del lavoratore, di certificazione di malattia durante il periodo feriale e in relazione a giorni compresi in tale periodo valga quale richiesta di modificazione del titolo dell’assenza (da ferie a malattia), pur in assenza di una espressa comunicazione (scritta od orale) al riguardo, trattandosi di atto cui è consegnata, in modo inequivoco, la volontà del soggetto di determinare l’effetto giuridico della conversione.

Nel caso in esame la lavoratrice contestava la legittimità del licenziamento posto in essere dal datore di lavoro, adducendo che gli invii di attestazioni mediche durante le assenze per ferie non erano idonei, in mancanza di esplicita richiesta, a trasformare le ferie in giorni di malattia, quest’ultimi utili al fine del calcolo del periodo di comporto.

Contrariamente a tale argomentazione, entrambi i giudici di merito ritenevano legittimo il licenziamento comminato per superamento del periodo di comporto.

In particolare la Corte d’Appello osservava che l’invio di tali certificazioni durante il periodo feriale costituisse dimostrazione della volontà della lavoratrice di interrompere le ferie a causa della malattia, e che tale volontà che aveva trovato conferma nel comportamento successivo della ricorrente, avendo la medesima accettato la busta paga, sostitutiva della prima, che imputava i giorni in questione a malattia e non più a ferie.

Il Supremo Consesso con la sentenza in commento, ha inteso ribadire il consolidato orientamento secondo il quale “il licenziamento per superamento del periodo di comporto è assimilabile non già ad un licenziamento disciplinare ma ad un licenziamento per giustificato motivo oggettivo; così che “solo impropriamente, riguardo ad esso, si può parlare di contestazione delle assenze, non essendo necessaria la completa e minuta descrizione delle circostanze di fatto relative alla causale e trattandosi di eventi, l’assenza per malattia, di cui il lavoratore ha conoscenza diretta. Ne consegue che il datore di lavoro non deve indicare i singoli giorni di assenza, potendosi ritenere sufficienti indicazioni più complessive, idonee ad evidenziare un superamento del periodo di comporto in relazione alla disciplina contrattuale applicabile, come l’indicazione del numero totale delle assenze verificatesi in un determinato periodo, fermo restando l’onere, nell’eventuale sede giudiziaria, di allegare e provare, compiutamente, i fatti costitutivi del potere esercitato” (Cass. n. 11092/2005. Conformi: n. 23312/2010; n. 23920/2010).

Altresì in ordine all’argomentazione principale, la Corte nel richiamare la sentenza n. 616/1987della Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 2109 c.c. nella parte in cui non prevede che la malattia sospenda il decorso del periodo feriale quando si manifesti durante lo stesso, ha considerato l’invio della documentazione medica idoneo a comprovare la volontà del medesimo di convertire l’assenza per ferie in assenza per malattia.

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