La trascrizione degli Accordi di Negoziazione Assistita aventi ad oggetto il trasferimento di un bene immobile

In Diritto Civile
Tribunale di Pordenone, sentenza del 17/03/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Dario Rombolà

Il Tribunale di Pordenone, con un provvedimento del 17/03/2017, affronta con argomentazioni solide e convincenti un’interessante problematica in tema di trascrizione.

L’interesse del provvedimento nasce dall’intreccio di questioni complesse, come gli Accordi di Negoziazione Assistita e la trascrizione degli stessi quando hanno ad oggetto il trasferimento di beni immobili.

Nel caso di specie, nel ricostruire in punta di fatto la questione, deve tenersi presente che le parti si avvalevano dell’istituto della Negoziazione Assistita per formalizzare la loro separazione personale. Unitamente ai loro legali, infatti, sottoscrivevano una Accordo di Negoziazione ai sensi del D.L. 132/2014.

Tra le condizioni di separazione insite in tale accordo le parti, concordemente, prevedevano il trasferimento tra di loro della quota (pari al 50%) di un immobile in comproprietà. Con questo trasferimento si consentiva che uno degli ex coniugi, prima solo comproprietario, divenisse proprietario esclusivo. Le parti depositavano l’accordo presso la locale Procura della Repubblica al fine di ottenere il nullaosta; dopo aver di ciò le parti si preoccupavano di trascrivere l’accordo presso l’ufficio dello Stato Civile del Comune, nonché di depositare tale accordo presso l’Ordine degli Avvocati di Pordenone che ne rilasciava copia conforme all’originale. Infine le parti presentavano l’accordo presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Pordenone al fine di ottenere la trascrizione della cessione immobiliare. La conservatoria, tuttavia, si rifiutava di procedere alla trascrizione sollevando dubbi sull’idoneità del titolo ritenendolo privo di autenticazione ai fini della trascrivibilità.

L’obiezione posta non ha convinto.

È apparsa convincente, invece, l’argomentazione del Tribunale di Pordenone che ha compiuto una ricostruzione sistematica della disciplina in analisi giungendo, in conclusione, ad ammettere la trascrizione richiesta dalle parti. Deve essere premesso che non può dubitarsi riguardo alla possibilità di una cessione immobiliare nell’ambito di una procedura di Negoziazione Assistita. Tale ammissibilità, oltre a essere ragionevole in un’ottica di valorizzazione dell’autonomia negoziale (anche in un ambito, come quello del diritto di famiglia, storicamente avverso), è confermato dal combinato disposto degli art. 5 e 6 D.L. n. 132/2014 e dalla Risoluzione delle Agenzie delle Entrate n. 65/E del 16.7.2015.

Deve precisarsi, tuttavia, che le perplessità dell’ufficio della Conservatoria dei Registri Immobiliari non riguardano tanto la trascrivibilità in sé, bensì la circostanza che, nel caso di specie, l’autenticazione delle sottoscrizioni del processo verbale di accordo non fosse stata effettuata da un pubblico ufficiale autorizzato.

Letto l’art. 5 del D.L 132/2014, dopo aver stabilito al co. II che nei casi di negoziazione assistita gli avvocati siano preposti all’autografia delle firme, al co III precisa che la sottoscrizione del processo verbale di accordo debba essere autenticato da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

Invero, all’interno di una prospettiva esegetica costituzionalmente orientata, deve escludersi che sia necessaria la sottoscrizione di un pubblico ufficiale “a ciò autorizzato” in un procedimento di Negoziazione Assistita in materia di famiglia. Infatti il co III dell’art. 5 prevede un iter complesso e sufficientemente garantito. Le parti devono sottoporre l’accordo raggiunto al Procuratore della Repubblica per ottenere il nullaosta. Quest’ultimo è utile a consentire all’accordo di produrre i voluti effetti e, quello che qui più interessa, consente di tener “luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono i provvedimenti di separazione giudiziale”.

Dunque, poiché i provvedimenti giudiziali non richiedono l’autenticazione delle sottoscrizioni da parte di ulteriori “pubblici ufficiali a ciò autorizzati” ai fini della trascrizione delle cessioni immobiliari appare ragionevole non richiedere tale onere neppure agli Accordi di Negoziazione. Una scelta diversa avrebbe la duplice (negativa) conseguenza di vanificare la predetta equiparazione ai provvedimenti giudiziali degli Accordi e di appesantire il procedimento (e il conseguente costo) disincentivando l’utilizzo dello strumento. Se è vero, come sostenuto dal Conservatore, che la trascrizione non si può eseguire se non in forza di “sentenza, di atto pubblico o di scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente” (come disposto dall’art. 2657 c.c.) è anche vero che la medesima efficacia abilitante, ai fini della trascrizione, deve essere riconosciuta ad altri provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria che non rivestono la forma di “sentenza”. Quindi, l’accordo di Negoziazione Assistita munito di nullaosta o dell’autorizzazione del Procuratore della Repubblica produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali, e tra tali effetti deve essere ricompreso anche quello di costituire titolo per la trascrizione.

In conclusione, vista la lettera della legge e l’inquadramento sistematico dell’art. 6 del D.L citato, posto che data la delicatezza della materia la legge prevede la presenza di un Avvocato per parte, appare evidente l’inutilità di esigere l’intervento di una ulteriore figura professionale. Questo, come visto, avrebbe la sola conseguenza di un appesantimento procedimentale, a tutto svantaggio dell’efficienza e della semplificazione che sorregge la Negoziazione Assistita nelle intenzioni del legislatore.

Con queste argomentazioni il Tribunale di Pordenone ordinava al Conservatore dei Registri di Pordenone di procedere alla trascrizione del trasferimento immobiliare.

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