La specificità della procedura tavolare nel sistema della pubblicità immobiliare

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione seconda, sentenza n. 20608 del 31/08/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Sabrina Mazzocca

L’acquisto di un bene immobile da parte dell’aggiudicatario in sede di esecuzione forzata, pur non dipendendo dalla volontà del precedente proprietario, giacché connesso al decreto di aggiudicazione emesso dal giudice dell’esecuzione, ha comunque natura di acquisto derivativo, traducendosi nella trasmissione dello stesso diritto del debitore esecutato; ne consegue che, nel sistema tavolare, a tale acquisto si applicano le speciali regole di efficacia previste dalla relativa normativa per gli atti “inter vivos”.

La Corte di Cassazione, nella sentenza in epigrafe, accoglie i motivi di ricorso formulati dal ricorrente, ingiustamente soccombente nei primi due gradi di giudizio.

Questi censura la sentenza della Corte d’Appello in quanto, nel conflitto con il terzo aggiudicatario del bene, non ha correttamente applicato i principi che reggono il sistema tavolare.

Tale sistema, vigente in alcune Province del nord-est come lascito della dominazione austro-ungarica, differisce da quello vigente nel resto del territorio della Repubblica in quanto sistema a base reale (contrariamente al regime della trascrizione che è a base personale) e, soprattutto, in quanto si pone come deroga al principio consensualistico ex art. 1376 c.c..

Difatti, il trasferimento del diritto reale avviene solo all’esito di un procedimento meramente formale che si svolge innanzi al giudice tavolare e che si conclude con l’iscrizione, così come disposto dal regio decreto n. 499 del 1929.

In particolare, il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione dell’articolo 2 del citato regio decreto che, appunto, subordina l’acquisto del diritto di proprietà – o degli altri diritti reali – all’iscrizione nel diritto fondiario.
In quanto proprietario, il ricorrente aveva agito al fine di ottenere l’inefficacia e l’inopponibilità del decreto di trasferimento dell’immobile in favore del terzo, in quanto successivo all’intavolazione della domanda di pendenza della lite.

La Cassazione, nell’ accogliere il ricorso presentato, afferma che, seppur vero che l’ipoteca era stata iscritta in un momento antecedente alla trascrizione della domanda giudiziale, i diritti reali non si acquistano se non con l’iscrizione nel libro fondiario.

Per di più, sebbene il titolo del trasferimento in questi casi sia da rinvenirsi nel provvedimento del giudice dell’esecuzione, ciò nonostante l’acquisto avviene a titolo derivativo, in quanto il diritto viene trasmesso dal debitore esecutato.
Inoltre, sebbene l’iscrizione ipotecaria costituisca una limitazione alla circolazione del bene, che non ne impedisce però il trasferimento, gli effetti dell’aggiudicazione non retroagiscono al momento dell’intavolazione, ma al momento in cui il giudice emette il decreto di aggiudicazione.

Quanto affermato consente alla Corte di cassare la sentenza, in quanto la Corte d’Appello non ha tenuto conto degli effetti discendenti dalla trascrizione della domanda giudiziale ex art. 2652 c.c. rispetto al decreto di trasferimento dell’immobile emesso all’esito della procedura esecutiva.

 

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