La Rivoluzione Europea del Cloud computing

In Information Technology, Internazionale
Regolamento dell’Unione Europea 27 aprile 2016, n. 679/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca

A partire dal mese di maggio 2018, il Regolamento UE 670/2016 sarà effettivamente efficace garantendo importanti tutele ai cittadini europei in materia di cloud computing.

Con l’espressione cloud computing si indica una serie di tecnologie informatiche che consentono agli utenti di archiviare, memorizzare e modificare file elettronici direttamente su uno spazio web dedicato. Pensiamo ai vari Dropbox, Google Drive, Box, iCloud, Skydrive, etc.

L’utilizzo di questi strumenti informatici ha rivoluzionato il modo di lavorare di aziende e professionisti. Indipendentemente dal fatto che ci si trovi a navigare con un personal computer, un notebook, un tablet o uno smartphone, si potrà facilmente e contemporaneamente avere accesso ai propri file archiviati e memorizzati sul proprio spazio web (Cloud Technology). In tal senso e per approfondire le modalità di funzionamento di tale tecnologia, rimandiamo ad un articolo pubblicato qualche mese fa in materia di cloud computing.

Come già accaduto per il passato, il progresso tecnologico ed informatico pone nuove sfide al giurista che, spesso, assumono portata globale.

Il principale problema al riguardo concerne l’ambito territoriale e le legge applicabile. Se, ad esempio, carico un file da un computer situato in Italia su un servizio cloud il cui server è collocato all’estero (es. Stati Uniti), quale legge risulta concretamente applicabile? Ed ancora: che tipo di legge si applica? Un utente, ad esempio, può essere considerato come consumatore in Italia e come professionista nello stato estero o viceversa: come si risolverebbe questo problema relativo alla qualificazione delle parti in gioco?

Attualmente, in assenza di specifiche disposizioni normative al riguardo, l’unico modo attraverso cui risolvere questi tipi di problemi è mediante l’inserimento di specifiche clausole contrattuali nelle condizioni generali di utilizzo.

Tuttavia, il quadro è destinato a cambiare nel prossimo futuro grazie al Regolamento dell’Unione Europea 27 aprile 2016, n. 679/2016 le cui disposizioni saranno effettive a partire dal mese di maggio 2018. Difatti, a partire da tale data, si applicheranno le disposizioni del Regolamento indipendentemente dal luogo in cui sia ubicato il provider (i.e. fornitore del servizio) e/o il server (dispositivo di archiviazione). Ogni qual volta siano archiviati dati relativi a cittadini europei o il servizio offerto sia prestato all’interno del territorio dell’Unione, si dovranno applicare necessariamente le norme del Regolamento (rispettandone diritti, principi, misure di sicurezza, sanzioni, etc.).

Inoltre, sulla base del principio di trasparenza e conformemente all’obbligo di fornire un’informativa chiara e completa all’utente (indicante espressamente, ad esempio, il soggetto titolare del trattamento), il cittadino europeo sarà messo nella condizione di conoscere facilmente cosa poter richiedere ed a chi (sia in via giudiziale che stragiudiziale).

Un importante passo in avanti da parte del giurista globale che, oggi come mai prima, deve sempre di più confrontarsi con problemi e sfide di portata mondiale.

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