IRAP: il Fisco può pretenderla dal professionista che abbia un’autonoma organizzazione ma non può recuperare le sanzioni

In Fisco e contabilità
Cassazione civile, sezione sesta, ordinanza n.25853/16 del 15/12/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Giovanni Sicignano

Il Fisco può recuperare l’IRAP dovuta dal professionista che abbia un’organizzazione autonoma ma non può pretendere sanzioni.

In tema di IRAP dovuta dal professionista, sul finire del 2016, la Cassazione civile, sezione sesta, ha pronunziato l’interessante ordinanza n.25853/2016 oggetto di tale approfondimento.

Il caso di specie, approdato ai giudici di Piazza Cavour, verte su un ricorso proposto da un professionista contro l’Agenzia delle Entrate. Il professionista, infatti, ricorre in Cassazione impugnando la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia Giulia che, in accoglimento dell’appello dell’Agenzia delle Entrate, aveva modificato la decisione di prime cure (con la quale veniva accolto il ricorso introduttivo del professionista) sulla scorta del principio secondo il quale era onere, non assolto, del contribuente fornire la prova dell’assenza del presupposto impositivo.

Con il provvedimento in esame, gli ermellini hanno sancito un principio estremamente importante e degno di considerazione. Invero, il ricorrente aveva invocato ai giudici di legittimità la disapplicazione delle sanzioni per incertezza normativa.

La Cassazione, in precedenza, aveva già chiarito che l’incertezza normativa deve essere obiettiva e palese e sussiste quando vi è un quadro normativo di difficile coordinamento (si veda Cass. N.11096/2011 e Cass. N. 22252/2001).

Alla luce, poi, della recente sentenza delle Sezioni Unite (n. 9541/2016), in base alla quale il professionista che si avvale di un solo dipendente con mansioni generiche non paga l’IRAP, può dirsi concluso il dibattito dottrinale e giurisprudenziale in tema di IRAP e lavoro del professionista.

Pertanto, alla stregua delle considerazioni svolte, gli ermellini hanno cassato la sentenza impugnata, rinviando il giudizio alla Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia Giulia in diversa composizione. Il principio affermato è di estrema importanza poiché il Fisco può pretendere l’imposta dovuta ma non può recuperare le sanzioni.

Si tratta, ad avviso di chi scrive, di una soluzione di compromesso che, da un lato, permette all’Amministrazione finanziaria il recupero delle somme non pagate e, dall’altro lato, tutela il professionista che, in virtù dell’incertezza normativa sul punto, non può essere tenuto a pagare le sanzioni collegate all’omesso pagamento dell’IRAP.

Pertanto, la soluzione fornita dalla Suprema Corte appare equa e meritevole di adesione.

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