Interpretazione della clausola arbitrale: i poteri del giudice

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione seconda, sentenza n.1213 del 18/01/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Susanna Trino

In tema di interpretazione di una clausola arbitrale, l’accertamento della volontà degli stipulanti in relazione al contenuto del negozio è affidato in via esclusiva al giudice di merito; solo la violazione di norme ermeneutiche ovvero una motivazione inadeguata possono giustificarne una censura in sede di legittimità.

Il caso sottoposto al vaglio della Corte di Cassazione ha ad oggetto un’intimazione di pagamento di una somma a titolo di residuo del compenso per un incarico professionale conferito dalla B. s.p.a ad un professionista, tale L.R. Il ricorrente, a seguito di revoca del decreto ingiuntivo da parte del Tribunale di primo grado, proponeva gravame dinnanzi alla Corte d’Appello di Brescia. I giudici dell’appello, confermando l’atto di ingiunzione, precisavano che la clausola compromissoria oggetto di contratto tra le parti contemplava una deroga alla competenza dell’autorità giudiziaria solamente per le controversie circa l’interpretazione del contratto e, poiché, la lite de qua, concerneva contestazioni in merito alla validità ed efficacia del contratto stesso, ribadiva la piena competenza in capo ai giudici ordinari.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1213 del 16.01.2017, ribadisce l’orientamento, già consolidato tra la giurisprudenza della stessa Corte, secondo il quale, in tema di interpretazione della clausola compromissoria arbitrale, è di competenza esclusiva del giudice di merito l’indagine di fatto sulla volontà delle parti. Inoltre, precisa la Suprema Corte che, solo nell’estrema ipotesi in cui la motivazione della sentenza sia tale da non consentire alle parti di ricostruire l’iter logico giuridico seguito per attribuire all’atto negoziale un determinato contenuto ovvero nell’ipotesi di violazione di norme ermeneutiche del diritto, è possibile procedere in sede di legittimità. Escludendo dette ipotesi nella fattispecie esaminata, la Corte sostiene che la clausola compromissoria sia relativa alle sole controversie sull’interpretazione del contratto e, pertanto, sull’accertamento della volontà degli stipulanti e non può, certamente, essere estesa anche alle controversie in materia di adempimenti nascenti da contratto, ovvero nello specifico, alle controversie in merito all’ottemperanza dei contraenti rispetto alle obbligazioni scaturenti dall’accordo. E infine, rigettando il ricorso e dichiarando infondati i motivi proposti dal ricorrente, la Cassazione, rimarcando un ulteriore precedente orientamento giurisprudenziale, ha ritenuto di dover precisare che, in presenza di questioni dubbie in merito all’indagine relativa alla clausola compromissoria e trattandosi di deroga alla giurisdizione ordinaria, è necessario preferire un’interpretazione restrittiva favorendo la giurisdizione statale a quella arbitrale.

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