INSINUAZIONE AL PASSIVO: l’omessa individuazione del bene oggetto di privilegio speciale determina l’ammissione in chirografo

In Fallimentare
Cassazione civile, sezione sesta, ordinanza n.11656 del 07/06/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dall’Avv. Domenico Pio Donato Lorusso

In sede di insinuazione al passivo, il riconoscimento della posizione privilegiata di un credito, nel caso di specie tributario, necessita dell’indicazione del bene oggetto della causa di prelazione. L’omissione di questo particolare contenuto della domanda di ammissione al passivo ha come diretta conseguenza la collazione del credito tra quelli chirografari.

Nella sentenza n. 11656 del 2016, la Cassazione si è pronunciata su un decreto emesso dal Tribunale di Ascoli Piceno, il quale aveva accolto l’opposizione ex art. 98 L.F. e riconosciuto la natura privilegiata ad un sostanzioso credito tributario sebbene, in precedenza, il giudice delegato avesse ammesso al passivo tale credito come semplice credito chirografario ai sensi dell’art. 93, comma 4 L.F.

La decisione del Tribunale traeva la propria origine da una pronuncia delle Sezioni Unite del 2001, la n. 16060, secondo cui non è necessario individuare il bene oggetto della prelazione per poter ammettere in via privilegiata il credito. Ciò in quanto l’effettiva realizzazione del privilegio speciale dipende dalla verifica della sussistenza o meno del bene stesso durante la fase del riparto.

Il curatore ha impugnato il decreto e rimesso la questione alla Corte di Cassazione denunciando la violazione dell’art. 93, comma 3, n. 4 L.F. il quale, nel disciplinare il contenuto della domanda di ammissione al passivo, prevede anche “l’eventuale indicazione di uno dei titoli prelazione, nonché la descrizione del bene sul quale la prelazione si esercita, se questa ha carattere speciale”. Inoltre stabilisce al comma 4 che in caso di mancata o assoluta incertezza di tale requisito il credito deve essere ritenuto chirografario.

Con il suo intervento, la Suprema Corte ha confermato il superamento delle Sezioni Unite del 2001, considerando l’impatto della riforma del 2006. Infatti se il fallimento è stato dichiarato dopo la riforma, come nel caso di specie nel 2009, non può trovare applicazione il precedente testo dell’art. 93 L.F. in base al quale bastava indicare le ragioni della prelazione. Oggi tale articolo è molto chiaro e non fa nascere dubbi in merito all’individuazione del bene oggetto del privilegio speciale e alle conseguenze della sua mancanza o incertezza.

Pertanto alla luce di questa pronuncia è ormai pacifica la necessità, nel caso di privilegi speciali, di individuare il bene nella domanda di ammissione al passivo. L’importanza di questo requisito è sottolineata anche dalla sanzione prevista in caso di una sua omissione: la sua degradazione a credito chirografario.

Tale conseguenza può essere devastante per chi gode di un privilegio speciale e non ha rispettato la norma in commento visto che spesso l’attivo fallimentare da ripartire è insufficiente al soddisfacimento dei creditori chirografari.

Print Friendly, PDF & Email

You may also read!

Il ruolo dell’Avvocato nella società e nella Costituzione

IL RUOLO DELL’AVVOCATO NELLA SOCIETA’ E NELLA COSTITUZIONE Larino, 26 settembre 2018 – ore 15,30 Palazzo Ducale, Sala Freda

Read More...

SOCIETARIO: Aumento di capitale in criptovalute

Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca In considerazione della funzione storica primaria del capitale sociale in chiave di garanzia nei confronti

Read More...

Breaking News: a Milano il Tribunale dei brevetti

«Se la Brexit farà il suo corso, non ha senso che una delle tre sedi principali del tribunale unificato

Read More...

Mobile Sliding Menu