INGIUSTIFICATO RECESSO DALLE TRATTATIVE: onere probatorio e risarcimento danni

In Diritto Civile
Tribunale di Bologna, sezione terza, sentenza n. 657 del 19/04/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Marco Noceta

Il Tribunale di Bologna, recentemente pronunciatosi in materia di responsabilità precontrattuale per ingiustificato recesso dalla fase delle trattative, ha ribadito che presupposto di tale rimprovero “è che una delle parti, dolosamente o colposamente, abbia indotto l’altra a confidare ragionevolmente nella conclusione del contratto, raggiungendo una intesa di massima sui punti essenziali dell’affare e dovendo solo definire i dettagli di minore importanza, o avendo raggiunto completamente l’accordo e rimanendo solo da tradurlo nella forma scritta necessaria per la validità del contratto con conseguente onere della prova a carico del presunto danneggiato del fatto lesivo.” (Trib. Bologna sent. n. 657/2017).

Nel caso in esame, l’attrice contestava al convenuto la mancata stipula dell’atto di risoluzione di una precedente compravendita immobiliare, in relazione al quale si era già raggiunto un accordo di massima, con conseguente richiesta di ristoro dei danni patrimoniali ex art. 2043 c.c.

Si costituiva in giudizio il convenuto, il quale negava l’esistenza di una concreta trattativa tra le parti, tale da ingenerare nella controparte un legittimo affidamento nella conclusione del negozio di secondo grado.

Precisate le conclusioni, con termine per il deposito delle comparse conclusionali e di replica, il Tribunale di Bologna con sentenza del 19.04.2017, accoglieva la tesi dell’attrice, ritenendo assolto l’onere probatorio su di essa incombente in ordine alle trattative intercorse tra le parti.

Difatti il Giudice di prime cure, all’esito di un breve excursus sulla giurisprudenza di legittimità riguardo la responsabilità precontrattuale ex art. 1337 c.c., riteneva accertata sulla base della documentazione prodotta, l’instaurazione di una vera e propria trattativa tra le parti, conclusasi con la promessa del convenuto di sottoscrivere la risoluzione.

Orbene soltanto successivamente quest’ultimo, adducendo motivi estranei all’oggetto del contendere, si rifiutava di firmare il negozio risolutivo, ciò comportando una palese violazione dei principi di cui all’art. 1337 c.c.

Come rilevato dal Giudice adito, “la responsabilità precontrattuale prevista dall’art. 1337 cod. civ. può derivare, oltre che dalla rottura ingiustificata delle trattative, anche dalla violazione dell’obbligo di lealtà reciproca, il quale comporta un dovere di completezza informativa circa la reale intenzione di concludere il contratto, senza che alcun mutamento delle circostanze possa risultare idoneo a legittimare la reticenza o la maliziosa omissione di informazioni rilevanti nel corso della prosecuzione delle trattative finalizzate alla stipulazione del negozio “ (Cass. civ. Sez. II, 26-04-2012, n. 6526).

Pertanto l’interruzione delle trattativa ad opera di una delle parti, priva di ogni ragione giustificativa e idonea a ledere il legittimo affidamento dell’altra parte alla conclusione del contratto, violando i principi di lealtà e correttezza sanciti dall’art. 1337 c.c., comporta l’onere del recedente al ristoro dei danni patrimoniali.

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