Guida pratica: presentazione del ricorso tributario

In Fisco e contabilità, Guida Pratica
Redatto dalla Dott.ssa Susanna Trino
*proposizione*

Il processo tributario di primo grado viene avviato con la proposizione di un ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale avverso uno degli atti elencati nell’art. 19 del D.Lgs. n. 546/92.

Per le controversie di valore superiore ad euro 3.000 è obbligatorio per il contribuente farsi assistere da un difensore o soggetto abilitato all’assistenza tecnica; al contrario, nelle liti di valore inferiore ad euro 3.000, il contribuente potrà stare in giudizio personalmente, (per valore della lite si deve intendere l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato).

In secondo grado è possibile proporre appello avverso le sentenze emesse dalle Commissioni tributarie provinciali dinanzi alla competente Commissione tributaria regionale. Le sentenze emesse in appello possono essere oggetto di ricorso in Cassazione mentre le sentenze emesse in primo grado possono essere impugnate direttamente in Cassazione solo se c’è accordo tra le parti.

*termine proposizione ricorso*

Il ricorso deve essere proposto, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impugnato mediante notificazione a mezzo dell’ufficiale giudiziario, spedizione postale in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento all’ente impositore che ha emanato l’atto impugnato ovvero consegna all’ente impositore o all’agente della riscossione. Per le domande di rimborso alle quali l’Amministrazione Finanziaria non ha dato risposta, il ricorso può essere presentato decorsi 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta.

Per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, a pena di improcedibilità del ricorso, deve essere preventivamente esperita procedura di reclamo/mediazione (D.Lgs. 156/2015).

Il reclamo va presentato alla Direzione che ha emanato l’atto; il contribuente, congiuntamente all’istanza di reclamo, può altresì formulare una proposta di mediazione avente ad oggetto la rideterminazione della pretesa tributaria. Il reclamo notificato alla Amministrazione Finanziaria produce gli effetti del ricorso se decorsi 90 giorni l’istanza di reclamo non è stata accolta o non si è conclusa la mediazione ovvero nell’ipotesi di non accoglimento espresso del reclamo o di accoglimento parziale da parte dell’ente impositore.

Dal decorso dei 90 giorni di cui sopra riprendono a decorrere i termini di 30 giorni per la costituzione in giudizio davanti alla Commissione Tributaria e, in quella sede, all’atto del deposito del fascicolo di parte andrà allegato il pagamento del contributo unificato.

*elementi del ricorso*

Gli elementi che il ricorso deve contenere sono i seguenti:

  • indicazione della Commissione tributaria competente;
  • dati personali del ricorrente e del legale rappresentante, la residenza o sede legale ed eventualmente il domicilio eletto, indirizzo di posta elettronica certificata e il codice fiscale;
  • dati dell’ente/ufficio che ha emesso l’atto e nei cui confronti si ricorre;
  • motivi del ricorso;
  • procura a un difensore ovvero abilitato all’assistenza tecnica;
  • sottoscrizione del ricorrente o del difensore dell’originale del ricorso nonché di tutte le copie destinate alle altre parti.

Se manca o è assolutamente incerta una delle indicazioni di cui sopra, (eccezion fatta per l’indicazione dell’indirizzo PEC e del codice fiscale), il ricorso verrà dichiarato inammissibile.

La presentazione del ricorso non sospende gli effetti giuridici dell’atto impugnato, tuttavia, il ricorrente ha facoltà di chiedere alla Commissione tributaria competente la sospensione dell’atto impugnato purché, qualora ritenga che dall’atto gli possa derivare un danno grave e irreparabile, proponga apposita istanza di sospensione motivata contenuta nel medesimo ricorso ovvero in atto separato. In quest’ultima ipotesi l’istanza deve essere notificata alle altre parti e depositata con la prova dell’avvenuta notificazione presso la segreteria della Commissione tributaria.

Se la Commissione concede la sospensione, gli effetti permangono fino alla data di pubblicazione della sentenza di primo grado.

A seguito delle modifiche introdotte con il D.Lgs. n. 156/2015 è possibile presentare istanza di sospensione anche nei gradi successivi al primo: in appello con istanza presentata alla Commissione tributaria regionale; in pendenza del giudizio in Cassazione con istanza alla Commissione tributaria regionale che ha emanato la sentenza oggetto di impugnazione; in pendenza del giudizio di revocazione alla Commissione tributaria presso cui pende il giudizio.

*costituzione in giudizio del ricorrente*

Affinché la parte ricorrente si costituisca in giudizio sarà necessario depositare presso la segreteria della Commissione tributaria adita o spedire per posta l’originale notificato o copia del ricorso spedito per posta o consegnato entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso, a pena di inammissibilità (D.Lgs. 546/92).

Al momento della costituzione in giudizio la parte ricorrente  deve allegare la nota di iscrizione a ruolo del ricorso tributario (allegazione divenuta obbligatoria con l’entrata in vigore del d.l. 138/11); essa deve contenere l’indicazione delle parti, del difensore che si costituisce, dell’atto che si impugna, della materia del contendere, del valore della controversia nonché della data di avvenuta notifica del ricorso.

 

*costituzione in giudizio del resistente*

L’ente impositore, l’agente della riscossione e i soggetti iscritti all’albo di cui all’art. 53 del D.Lgs. n° 446/97 si costituiscono in giudizio entro 60 giorni dalla notifica, spedizione a mezzo del servizio postale o consegna del ricorso.

*termini di impugnazione*

 Il termine per impugnare la sentenza emessa dalla Commissione Tributaria è di 60 giorni dalla sua notificazione, effettuata su istanza di parte, oppure di sei mesi dalla data di deposito della sentenza in segreteria.

Il ricorso in Cassazione è previsto per i motivi indicati nei numeri da 1) a 5) dell’art. 360  c.p.c. entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale, oppure di sei mesi dalla data del deposito della sentenza in segreteria.

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