GUIDA PRATICA: mediazione e negoziazione assistita obbligatoria

In Guida Pratica
Redatto dall’Avv. Claudia Simonetti

MEDIAZIONE

*Definizione*

La mediazione è l’attività svolta dal mediatore, terzo imparziale e super partes, tesa a coadiuvare due o più parti nella risoluzione stragiudiziale di una insorta controversia mediante il raggiungimento di un accordo amichevole.

La mediazione è attualmente disciplinata dal D.L. 21/6/2013 n. 69 il quale ha statuito l’obbligatorietà della stessa nelle seguenti materie e precisamente:

  • Condominio;
  • Diritti reali: proprietà, usufrutto, servitù;
  • Divisione: comproprietà, comunione tra coniugi;
  • Successioni ereditarie;
  • Patti di famiglia;
  • Contratti assicurativi, contratti bancari, contratti finanziari;
  • Locazioni;
  • Comodato (prestito di beni a titolo gratuito);
  • Affitto di azienda;
  • Risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria;
  • Risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo;
  • Contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Nelle suddette materie la mediazione deve considerarsi quale condizione di procedibilità del giudizio futuro che si vorrà instaurare.

*Procedura di Mediazione*

Al fine di una corretta instaurazione della procedura di mediazione, è necessario depositare la relativa istanza di avvio presso un Organismo di Mediazione sito nel luogo ove si trova il giudice territorialmente competente a decidere nel merito la controversia.

Qualora l’istanza di avvio della procedura di mediazione venga presentata presso due diversi Organismi di Mediazione, si terrà in considerazione la data e l’ora di deposito, e verrà data priorità a quella depositata per prima.

L’organismo designa il mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre 30 giorni dal deposito della domanda, dopodichè durante il primo incontro il mediatore invita le parti a manifestare la propria volontà circa il prosieguo o meno della mediazione.

Qualora le parti non abbiano interesse a continuare la mediazione, viene redato verbale negativo stante il mancato raggiungimento dell’accordo.

In questo caso nessun compenso è dovuto né all’organismo di mediazione, né al mediatore.

Diversamente, se le parti raggiungono un accordo, il mediatore forma processo verbale al quale viene allegato il testo dell’accordo, redatto dalle parti stesse e dai loro avvocati che devono sottoscriverlo e attestarne la relativa conformità alla normativa vigente e all’ordine pubblico.

**********

NEGOZIAZIONE ASSISTITA

*Definizione*

Con decreto Legge 12 settembre 2014, n. 132 (convertito, con modifiche, dalla L. 162/2014), è stata poi introdotta la negoziazione assistita che non ha in alcun modo eliminato la mediazione obbligatoria.

La negoziazione assistita consiste in un accordo attraverso il quale le parti, assistite da uno o più avvocati, convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole una controversia.

Le materie per le quali la negoziazione assistita è condizione di procedibilità sono le seguenti:

  • risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti;
  • domanda di pagamento a qualsiasi titolo per somme fino a 50 mila euro, escluse le materie nelle quali è obbligatorio il tentativo di mediazione.

La negoziazione assistita non è condizione di procedibilità dell’azione nei seguenti casi:

  • nel caso in cui si intenda procedere al ricorso per decreto ingiuntivo;
  • nel caso di contratti stipulati tra i consumatori e i professionisti;
  • nei procedimenti di opposizione;
  • nei procedimenti incidentali di cognizione sull’esecuzione forzata;
  • nei casi in cui si può stare da soli in giudizio;
  • nei procedimenti in camera di consiglio;
  • nell’azione civile in sede penale; nei casi di C.T.P., ai fini della composizione della lite (art. 3 D.L. 132/2014).
*Procedura di Negoziazione Assistita*

L’avvocato della parte attiva nel procedimento dovrà invitare controparte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita.

L’invito dovrà necessariamente riportare anche l’oggetto della controversia e dovrà essere firmato sia dalla parte che dal legale che la assiste.

Il detto invito dovrà altresì contenere l’avvertimento che, in caso di mancata risposta entro il termine perentorio di 30 giorni oppure in caso di rifiuto, sia la mancata risposta che il rifiuto stesso potrebbero essere valutati dal giudice all’interno delle spese di giudizio.

La parte che riceve l’invito potrà:

1.rifiutare l’invito (ed in tal caso il ricevente il rifiuto potrà instaurare il consequenziale giudizio innanzi al Giudice competente);

2.aderire all’invito e, dunque, concordare una data per la stipula della convenzione di negoziazione assistita;

3.non dare riscontro all’invito (in tal caso, decorso il termine di 30 giorni dalla ricezione dell’invito, si potrà instaurare il consequenziale giudizio innanzi al Giudice competente).

 

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