Guida pratica: il contratto di concessione di vendita

In Guida Pratica
Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca
Definizione

Il contratto di concessione di vendita (con o senza esclusiva) è una particolare variante del contratto di distribuzione.

Finalità del contratto

La finalità del contratto di concessione di vendita è duplice: da un lato, infatti, viene permesso al concedente di incrementare il volume delle proprie vendite (e dunque il proprio fatturato) senza sopportare direttamente costi e rischi ed esercitando una forma di controllo sul proprio rivenditore in grado di garantire il coordinamento unitario della propria filiera di distribuzione; dall’altro lato, il rivenditore (i.e. Concessionario) ha una maggiore possibilità di guadagno derivante dalla concessione di una zona di esclusiva entro cui commercializzare il prodotto/servizio e dal privilegio (eventuale) di potersi fregiare del titolo di concessionario (o rivenditore o distributore) di una determinata merce di notevole rinomanza, o (eventualmente) di poter esporre il marchio del concedente accanto alla propria insegna.

Elementi fondamentali

Gli elementi fondamentali del contratto di concessione di vendita sono:

  1. stabilità dell’incarico;
  2. agire del concessionario in nome e per conto proprio, quindi a proprio rischio esclusivo;
  3. obbligo del concedente di non inaridire la fonte di approvvigionamento del concessionario;
  4. raggiungimento del minimo di vendita da parte del concessionario;
  5. (se è con esclusiva) assegnazione di una zona di esclusiva a favore del concessionario.
Clausole particolari da inserire

Trattandosi di un contratto atipico, sono numerose le pattuizioni che possono essere inserite all’interno di tale schema contrattuale.

In considerazione dell’importanza di tale fattispecie contrattuale, il consiglio è quello di affidarsi sempre ad un legale in modo tale da prevenire e ridurre il rischio inerente ad eventuali controversie successive o dubbi interpretativi ed esecutivi e, soprattutto, per evitare l’inserimento di pattuizioni negoziali non consentite dalla legge.

Di seguito sono indicate alcune delle clausole che possono risultare utili in un contratto di concessione di vendita:

Minimi garantiti di acquisto/vendita: con tale clausola, il Concessionario si obbliga ad acquistare/vendere un quantitativo minimo di prodotti e/o servizi in un determinato arco temporale (in relazione al tipo di attività, può essere un mese, sei mesi, un anno, etc.). L’eventuale inadempienza relativamente a tale clausola può comportare la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno.

Clausola di Garanzia: costituisce la garanzia del concedente/fabbricante relativamente a determinate caratteristiche e/o qualità del prodotto/servizio fornito al Concessionario. Questa clausola garantisce principalmente il Concessionario e, pertanto, è indispensabile indicare con chiarezza i termini specifici della garanzia.

Clausola sul prezzo consigliato: consiste nella possibilità da parte del Concedente di suggerire il prezzo di rivendita al concessionario. In tal senso, il Concedente potrà, alternativamente, indicare un prezzo raccomandato di rivendita oppure indicare una fascia di prezzo con limiti massimi e minimi, attribuendo al concessionario un più o meno limitato margine di discrezionalità.

Clausola sulla proprietà intellettuale: attraverso questa clausola, il Concessionario viene obbligato ad utilizzare esclusivamente i marchi della concedente per l’esercizio dell’attività con espressa indicazione che, tale utilizzo, non costituisce in alcun modo una forma di licenza, cessione e/o riduzione dei diritti di privativa industriale sui segni distintivi utilizzati. Di conseguenza, il concessionario non può registrare a proprio nome marchi di proprietà del fabbricante/concedente.

Durata e risoluzione del contratto: nel caso in cui il contratto di concessione sia a tempo determinato le parti non possono recedere, salva la diversa regolamentazione pattizia del rapporto, ma solo risolvere il contratto nel caso in cui si verifichi un inadempimento tale da menomare la fiducia nell’esattezza dei successivi adempimenti (art. 1564 cod. civ.) Una volta scaduto il contratto a tempo determinato, è da escludersi che il concessionario possa invocare un risarcimento del danno ove non intervenga il rinnovo del rapporto.

Patto di non concorrenza: tale patto ha la funzione di regolare l’attività del concessionario per il periodo successivo alla cessazione del rapporto, il quale dovrà essere redatto tenendo conto unicamente del dettato dell’art. 2596 cod. civ. (forma, durata, spazio territoriale e oggetto).

 

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