GUIDA PRATICA: IL CONTRATTO DI COMODATO D’USO GRATUITO

In Guida Pratica
Redatto alla Dott.ssa Ilaria Falzone
Definizione

A norma dell’art. 1803 del c.c. è il contratto con il quale una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa mobile o immobile, affinché questi se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituirla.

Elementi essenziali
  • il comodante, concedendo l’uso della cosa, conserva per sé tutti gli altri diritti;
  • il comodato è essenzialmente gratuito;
  • l’uso della cosa può essere determinato o no;
Forma e Durata
  • La legge non prevede obblighi di forma né “ad substantiam” né “ad probationem”, pertanto il contratto di comodato può essere stipulato verbalmente mediante un semplice accordo tra le parti.

E’ preferibile la forma scritta (anche mediante una semplice scrittura privata) qualora si utilizzi tale fattispecie contrattuale in ambito industriale o commerciale.

  • Per ciò che attiene la durata il codice non prevede limiti temporali, il comodato cessa in generale con lo spirare del tempo determinato dal contratto o necessario per l’uso della cosa, ma può cessare anche per effetto dell’abuso da parte del comodatario.

Il comodante può richiedere la restituzione anticipata della cosa solo qualora sopraggiunga un bisogno urgente ed imprevisto, in tal caso egli può adire l’autorità giudiziaria affinché, considerate le circostanze, costringa il comodatario alla restituzione.

Il contratto può cessare anche con la morte del comodatario quando risulti dalle circostanze che il prestito sia stato fatto con riguardo a lui personalmente.

Obblighi del comodatario
  • servirsi della cosa ricevuta a titolo di comodato per l’uso convenuto e, in mancanza di convenzione, per l’uso determinato dalla natura della medesima;
  • servirsi della diligenza del buon padre di famiglia nell’utilizzo della cosa comodata al fine della sua conservazione;
  • restituire al termine del contratto la cosa comodata con tutti i frutti e le accessioni.
Obblighi del comodante
  • lasciare usare al comodatario o ai suoi eredi la cosa prestatagli per tutto il tempo convenuto, o, in mancanza di convenzione, fino a quando la cosa sia servita all’uso per cui fu prestata;
  • rimborsare al comodatario le spese straordinarie e urgenti ma non quelle ordinarie, che rimangono a carico del comodatario medesimo in relazione al godimento dell’uso della cosa ex art.1808 c.c.;
  • avvertire il comodatario dei difetti della cosa prestata, qualora ne sia a conoscenza, o, in caso sia venuto meno a questo suo obbligo, risarcire al comodatario stesso i danni da quest’ultimo sofferti, sia per effetto dell’uso fatto della cosa, sia per impossibilità di servirsene per l’uso convenuto.
Problematiche pratiche

Con il contratto di comodato grava sul comodatario il rischio di perimento della cosa comodata.

Secondo quanto disposto dall’art. 1805 c.c. il comodante è responsabile qualora la cosa perisce per un caso fortuito a cui poteva sottrarla sostituendola con la cosa propria, o se, potendo salvare una delle due cose, ha preferito la propria.

Non risponde, invece, del normale deterioramento che il bene subisce a causa del normale utilizzo tranne quanto il deterioramento sia dovuto a colpa.

Invero grava sul comodante una responsabilità per i vizi attinenti la cosa.

Aspetti fiscali

Allo scopo di evitare la presunzione di cessione e di acquisto a titolo oneroso ai fini fiscali, è necessario che l’intenzione di porre in essere un contratto di comodato venga manifestata per iscritto attraverso:

– la redazione di un contratto su carta bollata o uso bollo da registrare in caso d’uso;
– lo scambio di corrispondenza commerciale su carta intestata da spedire in plico aperto con raccomandata onde avere la data certa.

Il trattamento fiscale dei beni in comodato relativo alle imposte dirette è vincolato all’oggetto e alle parti, occorre stabilire il tipo di bene ed i soggetti intervenuti.
Qualora il contratto di comodato sia stato stipulato tra soggetti privati ed ha ad oggetto un immobile ad uso abitativo dovrà essere il comodante a dichiarare la rendita catastale aggiornata con i coefficienti di rivalutazione e maggiorata di un terzo.
La maggiorazione di cui sopra non verrà applicata qualora l’immobile ad uso abitativo sia dato in comodato ad un proprio familiare (ad esempio genitori che danno in comodato l’appartamento al figlio), purché questi viva abitualmente nell’immobile e ciò sia comprovato da iscrizione anagrafica.

 

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