GARE DI APPALTO: l’amministrazione pubblica ha discrezionalità nel valutare l’offerta economica

In Diritto amministrativo

 

T.A.R. Firenze, sezione prima, sentenza n.283 del 20/02/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Marco Raimondi

In tema di gare d’appalto, il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, sezione prima, chiamato a giudicare sul ricorso numero di registro generale 1187 del 2016, presentato dal legale della società partecipante ad una gara d’appalto pubblica, ha affermato il principio secondo cui “nelle gare pubbliche, la formula da utilizzare per la valutazione dell’offerta economica può essere scelta dall’amministrazione con ampia discrezionalità e di conseguenza la stazione appaltante dispone di ampi margini nella determinazione non solo dei criteri da porre quale riferimento per l’individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma anche nella individuazione delle formule matematiche, con la conseguenza che il sindacato giurisdizionale nei confronti di tali scelte, tipica espressione di discrezionalità tecnico amministrativa, può essere consentito unicamente in casi di abnormità, sviamento e manifesta illogicità.

L’allegato P al d.p.r. n. 207/2010, in coerenza con le norme dell’art. 83 del d.lgs. n. 163/2006 e dell’art. 283 del d.p.r. n. 207/2010, non impone affatto, a pena di illegittimità, un particolare tipo di metodologia per l’individuazione del miglior offerente con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, purché la metodologia adottata sia tale da “consentire di individuare con un unico parametro numerico finale l’offerta più vantaggiosa”. L’elencazione delle formule di calcolo di cui all’allegato P del d.p.r. n. 207/2010 è esemplificativa e non tassativa”.

Nel caso di specie la società ricorrente, partecipante ad una gara d’appalto su invito a due sole imprese qualificate (tra cui una è la ricorrente, l’altra la società aggiudicataria) per l’acquisto di tubi, raccordi e pezzi speciali in ghisa sferoidale, chiede l’annullamento dell’intera procedura per varie ragioni, dall’illegittimità della composizione della Commissione di gara alla contestazione del criterio di aggiudicazione scelto dall’amministrazione pubblica.

La prima denuncia di illegittimità riguarda l’applicazione del criterio di valutazione dell’offerta tecnica costituito dalla “uniformità di produzione di tubi e raccordi”, uniformità ritenuta sussistente, in base al capitolato speciale, in caso di produttore unico; la ricorrente da un lato deduce l’illogicità ed il difetto di motivazione in ordine alla scelta di tale criterio, dall’altro sostiene che i propri raccordi, prodotti in outsourcing, sono compatibili con i tubi prodotti direttamente e con i tubi di altri produttori, essendo conformi alla norma europea EN545; aggiunge che il criterio in questione non è collegato all’oggetto dell’appalto ed appare sproporzionato.

La ricorrente lamenta inoltre un’illegittima posizione di vantaggio e la violazione del principio di proporzionalità ed imparzialità, in quanto fin dall’inizio era chiaro che la controinteressata avrebbe ottenuto più punti per l’offerta tecnica, in quanto detentrice di un brevetto esclusivo su un prodotto richiesto dal capitolato e in quanto unica rispondente al criterio dell’uniformità di produzione.

Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana però suddetta censura è infondata. Secondo la Corte, premesso che il capitolato prevede, in relazione al criterio dell’uniformità di produzione, una differenza di punteggio tra l’offerta indicante l’uniformità di produzione e quella priva di tale indicazione molto irrisoria, il mancato possesso di questo requisito non è decisivo ai fini dell’aggiudicazione ed anzi rappresenta una parte non considerevole del punteggio totale attribuibile. Pertanto non v’è nessuna sproporzione nella valorizzazione prevista dalla lex specialis di gara in corrispondenza del contestato criterio, il quale non prefigura alcuna posizione di vantaggio.

La seconda censura si incentra sull’illegittimità della composizione della Commissione di gara: la ricorrente lamenta la mancata valutazione della competenza dei commissari di gara, la mancata specificazione dei criteri in base ai quali sono stati scelti, la mancata dimostrazione del fatto che essi non abbiano svolto un altro ruolo nella procedura selettiva, la mancanza della dichiarazione di assenza di cause di incompatibilità o di astensione. La doglianza non ha alcun pregio.

Orbene, nelle gare da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la Commissione di gara deve essere composta da esperti nell’area di attività in cui ricade l’oggetto del contratto, ma non necessariamente in tutte e in ciascuna delle materie tecniche e scientifiche o addirittura nelle tematiche alle quali attengono i singoli e specifici aspetti presi in considerazione dalla lex specialis di gara ai fini valutativi, e comunque rileva, come appropriato requisito di esperienza, anche l’avere presenziato in numerose commissioni per procedure selettive concernenti appalti analoghi a quello oggetto dell’affidamento in esame. Inoltre, continua la Corte, è la commissione nel suo insieme a dover garantire il possesso delle conoscenze tecniche occorrenti nella concreta fattispecie: la presenza, in seno alla commissione giudicatrice, di componenti portatori di diverse esperienze professionali, sia di natura gestionale ed amministrativa, sia di natura tecnica, risponde, in un rapporto di complementarietà, alle esigenze valutative imposte dall’oggetto della gara d’appalto.

La ricorrente ha presentato ulteriori denunce di illegittimità, allegando anche motivi aggiunti al ricorso, che riguardano, però, aspetti puramente tecnici dell’oggetto del bando di gara e di minore rilevanza.

In definitiva, la Corte di Firenze, basandosi anche su numerose sentenze di diversi tribunali richiamate nel dispositivo in questione, con sentenza n. 283 del 20 Febbraio 2017, ha dichiarato che “nelle gare pubbliche, la formula da utilizzare per la valutazione dell’offerta economica può essere scelta dall’amministrazione con ampia discrezionalità con la conseguenza che il sindacato giurisdizionale nei confronti di tali scelte, può essere consentito unicamente in casi di abnormità, sviamento e manifesta illogicità.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

You may also read!

Il ruolo dell’Avvocato nella società e nella Costituzione

IL RUOLO DELL’AVVOCATO NELLA SOCIETA’ E NELLA COSTITUZIONE Larino, 26 settembre 2018 – ore 15,30 Palazzo Ducale, Sala Freda

Read More...

SOCIETARIO: Aumento di capitale in criptovalute

Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca In considerazione della funzione storica primaria del capitale sociale in chiave di garanzia nei confronti

Read More...

Breaking News: a Milano il Tribunale dei brevetti

«Se la Brexit farà il suo corso, non ha senso che una delle tre sedi principali del tribunale unificato

Read More...

Mobile Sliding Menu