GARA PUBBLICA: irregolare il DURC scaduto in prossimità del termine di presentazione dell’offerta?

In Appalti
Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza n. 4506 del 26/09/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Ilaria Falzone

“Non si è in presenza di un DURC irregolare o negativo quando il documento non presenta alcuna omissione contributiva ma è venuto a scadenza in prossimità dello scadere del termine per presentare le offerte”.

Questa la massima espressa dal Consiglio di Stato nella sentenza qui di seguito commentata.

Nello specifico nel ripercorrere i presupposti di fatto che hanno condotto alla controversia in esame occorre specificare che essa trae origine dalla pubblicazione di un avviso pubblico di indagine di mercato da parte della Fondazione Teatro San Carlo per l’affidamento di un servizio di stampa.

In occasione della seduta pubblica destinata all’apertura della busta amministrativa, la Commissione preposta rilevava che una srl, contrariamente a quanto richiesto nel bando di gara, non soltanto aveva omesso di indicare la documentazione relativa all’iscrizione all’Albo dei fornitori della Fondazione ma aveva anche prodotto un DURC non in corso di validità.

Nonostante ciò la Commissione non escludeva l’operatore economico dalla gara ma disponeva l’integrazione documentale.

Alla successiva adunanza pubblica la srl provvedeva ad integrare la documentazione omessa ma non produceva il DURC in corso di validità, aggiudicandosi così la gara offrendo il prezzo più basso.

A tal riguardo altro operatore economico concorrente proponeva ricorso innanzi al TAR competente avverso l’aggiudicazione ed i provvedimenti con i quali veniva disposto il soccorso istruttorio.

In particolare, il ricorrente deduceva la violazione degli artt. 38 e 46 d.lgs. n. 163 del 2006, atteso che l’aggiudicataria aveva presentato un DURC invalido e che tale documento non poteva essere né integrato, né ripresentato. Si costituiva in giudizio la Fondazione Teatro San Carlo la quale eccepiva l’inammissibilità del ricorso per carenza di interesse e insisteva quindi per il rigetto della domanda per infondatezza.

Tale difesa veniva accolta dal TAR con sentenza.

Veniva così proposto gravame innanzi al Consiglio di Stato; in questa sede l’operatore economico concorrente contestava che la stazione appaltante non avrebbe potuto disporre l’integrazione documentale sulla base della delibera n. 11/2010 dell’allora AVCP ( Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici) la quale impediva l’integrazione o ripresentazione del documento tramite soccorso istruttorio e che in base al principio enunciato da Cons. Stato, Ad. plen. 31 maggio 2016, n. 10, il DURC non sarebbe mai “sanabile” ove irregolare.

L’appellante riteneva ancora che il soccorso in questione avrebbe comportato non solo un’evidente violazione della par condicio tra i partecipanti alla gara (c.d. regolarizzazione postuma, cfr Cons. Stato, Ad. plen., 25 febbraio 2014, n. 9), né poteva essere utilizzato quale strumento “per l’acquisizione in gara di un requisito o di una condizione di partecipazione mancante al termine di presentazione dell’offerta”.

Sulla base del ragionamento proposto da parte del Consiglio di Stato nella sentenza in commento il DURC presentato dalla srl era da ritenersi incompleto piuttosto che irregolare.

Un DURC viene definito irregolare allorquando attesti il mancato versamento, in tutto o in parte, dei contributi previdenziali a favore del lavoratori dipendenti mentre nel caso di specie si trattava solamente di un documento che non presentava alcuna omissione contributiva ma che era semplicemente scaduto.

Atteso che il codice dei contratti pubblici preclude la partecipazione alle gare a quelle imprese che non sono in regola con l’assolvimento degli obblighi previdenziali al momento della presentazione dell’offerta e che non abbiano mantenuto tale condizione fino al momento della stipula del contratto, non si poteva verificare una violazione dell’art. 38, comma 1, lett. i) del d.lgs. n. 163 del 2006.

Orbene, il Consiglio di Stato ritiene che l’autodichiarazione prodotta dalla s.r.l. non poteva qualificarsi come falsa, al massimo poteva comportare nei confronti della stazione appaltante una situazione di incertezza relativa al requisito contributivo dichiarato all’interno del DURC scaduto. Per verificare se tale requisito fosse rimasto invariato, la Fondazione Teatro San Carlo disponeva correttamente l’integrazione documentale e la relativa verifica del requisito.

In conclusione, in linea con le argomentazioni di cui sopra, il Consiglio di Stato ritenendo infondata la domanda rigettava il ricorso.

 

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