FAMIGLIA: l’affidamento condiviso è impedito dalla conflittualità dei genitori?

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione prima, sentenza n.27 del 03/01/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Valentina Pellegrino


“L’affidamento condiviso dei figli minori ad entrambi i genitori costituisce il regime ordinario di affidamento e, tale regime, non è impedito dalla conflittualità dei genitori, a meno che tale regime non sia pregiudizievole negli interessi dei figli, alterando e ponendo in serio pericolo il loro equilibrio e il loro sviluppo psico-fisico“.

E’ quanto affermato dalla Cassazione civile, sezione prima, con sentenza n.27/2017 depositata in data 03/01/2017.

Nel caso in esame, la Corte d’Appello di Brescia aveva rigettato il gravame proposto da una donna avverso la sentenza del Tribunale di Bergamo, che aveva affidato in via esclusiva all’ex marito i due figli minori e le aveva, altresì, negato l’attribuzione di un contributo per il mantenimento proprio e dei figli, nonché l’assegnazione della casa coniugale.

La Corte territoriale aveva confermato la decisione del giudice di prime cure sull’affidamento esclusivo dei figli al padre, in ragione di una elevata litigiosità tra i coniugi, la quale ostacolava la capacità genitoriale di entrambi e risultava negativa per i figli. Con riguardo alle statuizioni economiche, la Corte aveva, altresì, ritenuto che la madre avesse risorse economiche sufficienti per conservare il tenore di vita matrimoniale.

Avverso questa sentenza, la donna ha proposto ricorso per Cassazione spiegato in sei motivi, con i quali ha denunciato sia una violazione di legge che un vizio di motivazione.

Ad avviso della ricorrente, i giudici di merito avevano erroneamente escluso l’affidamento condiviso dei figli in considerazione della litigiosità tra i coniugi, senza tener conto che l’affidamento esclusivo non garantisce una minore litigiosità tra i genitori, e soprattutto non assicura una tutela dell’interesse dei figli.

Per quanto concerne la mancata attribuzione dell’assegno di mantenimento in favore della donna, la Corte ha ritenuto impropria la revisione del giudizio di fatto, ad opera dal giudice di merito, in ordine all’accertamento in concreto delle parti.

Nella fattispecie in esame non è stata poi dimostrata una inidoneità genitoriale della madre, la quale si è sempre mostrata attenta e sollecita alle esigenze dei figli.

I giudici di legittimità non hanno, altresì, condiviso la decisione della Corte di merito la quale, preso atto della conflittualità tra i coniugi, ha scelto uno dei due genitori, quale affidatario esclusivo, senza fornire una specifica valutazione di incapacità genitoriale della donna e di accertamento della idoneità genitoriale del padre.

E’ evidente che la scelta del genitore al quale affidare in via esclusiva i minori è stata priva di una reale motivazione, pertanto la Suprema Corte, in accoglimento delle censure sollevate dalla donna, ha cassato la sentenza impugnata ritenendo del tutto illogico optare per un affidamento esclusivo dei figli solo alla luce della conflittualità tra i genitori.

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