FALLIMENTO: la mancata presentazione delle osservazioni al progetto di riparto del curatore non preclude il reclamo avverso il decreto di esecutorietà

In Fallimentare
Cassazione civile, sezione prima,  sentenza n.502 del 14/01/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Lorenzo Mariconda

Il creditore che non abbia assolto all’onere di formulare osservazioni preventive al progetto di riparto presentato dal curatore fallimentare non può considerarsi decaduto dalla successiva possibilità di interporre impugnazione avverso il decreto di esecutorietà del piano di riparto emesso dal giudice delegato.

La sentenza 502/2016 della Cassazione affronta un problema ormai superato in materia di diritto fallimentare, in quanto relativo ad una procedura concorsuale del 1995 cui si applica il previgente regime normativo, ormai sostituito con il d. lgs. 5/2006 che ha rinovellato la vecchia legge fallimentare.

Il Giudice di legittimità si trova a dover prendere posizione su un ricorso avverso un decreto con cui il Tribunale di Teramo dichiarava inammissibile un reclamo diretto al collegio da parte dell’INPS contro un provvedimento che rendeva esecutivo un piano di riparto fallimentare.

La pronuncia era fondata sul dettato del vecchio testo dell’art. 110 l. fall., il quale prevedeva che i creditori avrebbero potuto presentare osservazioni relative al progetto di riparto formulato dal curatore (ed eventualmente modificato dal giudice delegato) entro 10 giorni dal deposito della bozza; il giudice delegato, tenuto conto delle osservazioni, avrebbe poi redatto il decreto attributivo dell’esecutorietà al piano di riparto.

Alla luce di tale disposizione, il giudice di merito si era convinto del fatto che, non avendo nel caso di specie l’INPS presentato alcuna osservazione preliminare al progetto, attività da considerarsi quale un vero e proprio onere a carico del creditore, non aveva la legittimazione ad impugnare il successivo provvedimento di esecutività mediante reclamo al collegio.

La Cassazione, nella sentenza in commento, accoglie il ricorso dell’INPS, discostandosi totalmente dall’interpretazione della norma concretizzatasi in primo grado.

Come sottolineato dagli ermellini, infatti, il provvedimento conclusivo della fase di ripartizione delle somme era rappresentato dal decreto di esecutività del piano di riparto, il quale poteva seguitare alle osservazioni degli ammessi al passivo, ma anche totalmente disattenderle, considerato che la lettera dell’art. 110 prevedeva che il giudice delegato decidesse “tenuto conto delle osservazioni dei creditori”, ma senza esserne vincolato.

Sulla base di questa osservazione preliminare, il Giudice di legittimità afferma che soltanto a seguito di tale decreto di esecutività del piano di riparto si formalizza definitivamente l’eventuale interesse all’impugnazione da parte di ogni soggetto leso dalla divisione dei crediti prospettata dal giudice delegato; diversamente, la fase delle osservazioni rientrerebbe in un momento meramente “organizzativo” della procedura.

Il disposto normativo di cui all’art.110, co. 2-3, vecchio testo, avrebbe avuto come finalità, quindi, quella di attuare semplicemente una regolazione graduale del diritto di azione, senza che, però, l’eventuale mancata presentazione delle osservazioni creditorie entro 10 giorni dal deposito del progetto di riparto potesse determinare la perdita del diritto di reclamo avverso il decreto di esecutorietà, anche quando questo non avesse modificato il progetto previamente non contestato.

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