ESTRATTI CONTO: in presenza di addebiti illegittimi la Banca deve produrli a partire dall’apertura del conto

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione sesta, ordinanza n.13258 del 25/05/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Sabrina Mazzocca

Nei rapporti bancari di conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità della pattuizione relativa agli interessi a carico del correntista, la banca ha lonere di produrre gli estratti a partire dallapertura del conto, né essa banca può sottrarsi allassolvimento di tale onere invocando linsussistenza dellobbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni, perché non si può confondere lonere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del credito”.

A seguito dell’opposizione ad un decreto ingiuntivo ottenuto dalla Banca di Roma s.p.a. nei confronti di una società edile, il Tribunale di Roma, accertata la nullità delle pattuizioni aventi ad oggetto la capitalizzazione, la commissione di massimo scoperto nonché l’incompletezza della documentazione prodotta dalla banca, revoca il decreto opposto.
Interposto gravame, la Corte di appello procede ad una nuova determinazione della somma dovuta ed esclude che, a causa della mancata produzione di una documentazione completa, possa procedersi all’azzeramento dei saldi riprodotti nei primi estratti.

La Cassazione, investita del ricorso, sostiene che, pur in presenza di un’approvazione tacita degli estratti conto, non si può affermare che non sussistano addebiti illegittimi da parte della banca, in quanto tale approvazione – come ha già avuto modo di affermare in passato la giurisprudenza di legittimità (Cassazione n. 3574/2011) – non si estende anche alla validità ed efficacia dei rapporti sottostanti ma, piuttosto, riguarda solo gli addebiti e gli accrediti nella loro realtà fattuale.

Svolta questa fondamentale premessa, è possibile leggere nell’ordinanza che, esclusa la validità delle clausole con cui sono previsti interessi ultralegali e la capitalizzazione trimestrale a carico del correntista, è onere della banca produrre gli estratti dal momento dell’apertura del conto.
Parimenti, si esclude che alla banca sia concesso invocare l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili per un periodo superiore ai dieci anni in quanto si cadrebbe nell’errore di confondere un onere di conservazione della documentazione con il contenuto della prova del credito.

La mancata produzione di tali estratti conto, quindi, osta alla determinazione del credito della banca per mezzo di una ricostruzione integrale del dare e dell’avere con l’applicazione del tasso legale.

Nè si può sopperire a questo deficit probatorio mediante la prova del saldo che non consente di conoscere gli addebiti dovuti ad operazioni passive e quelli dovuti alla capitalizzazione degli interessi e che, soprattutto, costituisce la risultante delle precedenti capitalizzazioni.

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