ESECUZIONE:l’assegnazione del bene pignorato ex art.521 bis c.p.c. può avvenire solo dopo l’infruttuoso tentativo di vendita

In Processo esecutivo
Tribunale di Mantova, ordinanza del 18/10/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Loredana Ionchese

“L’istanza di assegnazione dei mezzi pignorati ex art. 521-bis c.p.c., analogamente a quanto previsto per gli immobili dall’art. 588 c.p.c., può essere accolta solo dopo che sia stato esperito un primo infruttuoso tentativo di vendita, in modo da salvaguardare la possibilità di ottenere un ricavo maggiore dalla vendita forzata.”

Tale interpretazione è coerente sia con l’art. 539 c.p.c. (e come in origine previsto dall’art. 538 c.p.c.), sia con l’art. 529, comma 2, c.p.c., la cui diversa disciplina si giustifica in ragione del fatto che il valore dei beni “risulta dal listino di Borsa o di mercato”, il che offre maggiore certezza in ordine al prezzo rispetto ad una valutazione operata dal locale I.V.G.”

In questi termini si è espresso il Tribunale di Mantova con sentenza il 18 ottobre 2016, affermando quindi che è inammissibile l’istanza di assegnazione dei beni pignorati se viene formulata precedentemente al tentativo di vendita.

Come è noto, la normativa di cui all’art. 521 bis c.p.c., introdotta nel nostro ordinamento nel 2014 e riformata con d.l. 83/2015 (convertito nella l. 132/2015), consente di pignorare gli autoveicoli, i motoveicoli ed i rimorchi senza la necessaria l’apprensione materiale del bene.

Agevolando i creditori, l’articolo citato stabilisce infatti che il pignoramento si esegue mediante notificazione al debitore e trascrizione di un atto nel quale si indicano i beni che si intendono sottoporre ad esecuzione.

Da un punto di vista pratico, in effetti, gli autoveicoli sono tra i pochi beni per cui l’assegnazione può ancora risultare più vantaggiosa della vendita stessa, specialmente quando si tratta di automezzi di valore commerciale rilevante.

Nel caso esaminato dalla sentenza in commento, il creditore ha infatti richiesto in udienza l’assegnazione di un veicolo pignorato ex art. 521 bis c.p.c., senza che ne fosse stata preventivamente tentata la vendita.

Effettivamente la norma nulla prevede circa un precedente e infruttuoso esperimento di vendita, e in mancanza di tale dettame normativo, il creditore ha legittimamente ritenuto di poterne richiedere direttamente l’assegnazione senza ulteriori formalità prodromiche.

Secondo il giudice adito, invece, tale norma deve essere interpretata analogicamente all’art 588 c.p.c. il quale, con riferimento, appunto, ai beni immobili, prevede l’assegnazione degli stessi solo “per il caso in cui la vendita non abbia luogo”.

La ratio di tale scelta interpretativa risiederebbe, secondo il tribunale di Mantova, nella possibilità di ottenere dalla vendita forzata un ricavo maggiore rispetto all’effettivo valore del credito, con evidente interesse (anche e) soprattutto dell’esecutato. Tale disciplina consente una maggiore chiarezza nella determinazione dei prezzi dei beni pignorati, in quanto risultanti dai listini di Borsa o di mercato, o non dalle valutazioni invece più soggettive del locale I.V.G.

In conclusione, quindi, nel caso di specie il tribunale lombardo ha ritenuto di dover dichiarare inammissibile la domanda di assegnazione avanzata dal creditore, e di dover invece pronunciarsi in separata ordinanza sull’istanza di vendita del bene pignorato, ritenendo, in conclusione che l’assegnazione non potrà disporsi se non successivamente all’infruttuoso tentativo di vendita ovvero qualora manchino offerte almeno pari al valore di stima dei beni sequestrati.

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