ESECUZIONE FORZATA: inammissibile l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. contro il decreto di trasferimento per presunta nullità derivata dalla relazione peritale

In Processo esecutivo
Tribunale di Lecce, dott. Pietro Errede, ordinanza del 08/11/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dall’Avv. Claudia Simonetti

L’opposizione agli atti esecutivi promossa dal debitore ex art. 617 c.p.c. contro il decreto di trasferimento per una nullità derivata dalla perizia di stima, deve ritenersi inammissibile per tardività, dovendo al più il debitore opporsi – nel termine di legge – all’ordinanza di vendita del G.E., che richiama in premessa la Relazione di Consulenza Tecnica ritenuta dall’opponente viziata.

E’ questo il principio di diritto affermato dal Tribunale di Lecce, in persona del Giudice dell’esecuzione dott. Pietro Errede, con provvedimento del 08/11/2016 emesso nell’ambito di una esecuzione forzata.

Nel caso di specie, il debitore esecutato aveva proposto opposizione agli atti esecutivi ex art.617 co.2 c.p.c. con contestuale istanza di sospensione della procedura esecutiva intrapresa dal creditore procedente in suo danno, deducendo la nullità del decreto di trasferimento dell’immobile staggito.

In particolare, secondo quanto asserito dal debitore, il decreto di trasferimento doveva considerarsi nullo atteso che la vendita coattiva era stata effettuata sulla base di una pubblicità erronea ed ingannevole fondata sulla esistenza di un vincolo d’uso in realtà inesistente sul bene, circostanza questa, che avrebbe dissuaso la partecipazione all’asta di terzi interessati e quindi comportato la aggiudicazione del bene ad un prezzo notevolmente inferiore dopo tre aste deserte.

 Il Giudice dell’esecuzione, pertanto, con decreto reso inaudita altera parte del 10.05.2016, sospendeva la procedura esecutiva, disponendo la comparizione delle parti per confermare o revocare la disposta sospensione.

Ebbene, a tale udienza, il Giudice dell’esecuzione ha in primo luogo evidenziato come le doglianze dell’opponente fossero del tutto prive del fumus, stante la tardività del rimedio impugnatorio esperito in tale sede.

Invero, la presenza del vincolo d’uso era stata evidenziata per la prima volta nella relazione peritale del CTU, pertanto il professionista delegato si sarebbe attenuto soltanto alle risultanze del perito.

Da ciò discende che il debitore, ove avesse voluto dolersi dell’erronea indicazione dell’esistenza di un vincolo d’uso nella descrizione e stima del bene staggito, avrebbe dovuto al più opporsi ex art. 617 c.p.c. nel termine di legge, all’ordinanza di vendita del G.E..

Alla luce di ciò, il Giudice dell’esecuzione ha rigettato l’istanza di sospensione della procedura esecutiva avanzata dall’esecutato, affermando il principio secondo cui “L’opposizione agli atti esecutivi promossa dal debitore ex art. 617 c.p.c. contro il decreto di trasferimento per una nullità derivata dalla perizia di stima, deve ritenersi inammissibile per tardività, dovendo al più il debitore opporsi – nel termine di legge – all’ordinanza di vendita del G.E., che richiama in premessa la Relazione di Consulenza Tecnica ritenuta dall’opponente viziata”.

 

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