Esclusione del socio nelle società consortili

In Diritto Societario
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Tribunale di Bologna, Sezione Spec. in diritto di impresa, ordinanza 11.01.2018
 Redatto dal dott. Gabriele Marasco 

Nelle società consortili la causa di esclusione del socio per mancanza di requisiti di ammissione è valida anche se non prevista dallo statuto, se, per la peculiare struttura societaria e gli scopi mutualistici perseguiti, al Consorzio risulta applicabile la disciplina delle società cooperative.

Il Tribunale di Bologna, sez. specializzata in materia di impresa, con ordinanza dell’11.01.2018 ha dichiarato inammissibile, improponibile e comunque infondato un ricorso proposto volto ad ottenere, ai sensi dell’art. 2378, comma 3, c.c. e\o in subordine ai sensi dell’art. 669 bis e quinquies c.p.c. o ancora in subordine ai sensi dell’art. 700 c.p.c., stante il periculum in mora, in via cautelare la sospensione dell’efficacia esecutiva della delibera di esclusione dalla compagine sociale e\o della delibera di revoca dell’assegnazione del 13.9.2017 del Consiglio di Gestione del Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa.

Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto il ricorso è stato irritualmente proposto, considerato che lo strumento previsto ex art. 2378, comma 3, c.c., costituendo rimedio cautelare tipico in campo di impugnazione di delibera assembleare, deve esser proposto con le forme rigorosamente disciplinate da tale norma, e dunque, con ricorso depositato in uno con l’atto introduttivo del giudizio, ovvero, nei casi di eccezionale urgenza, con decreto da adottarsi da parte del Presidente del Tribunale prima della designazione del giudice predetto;

Il ricorso è stato invece dichiarato improponibile in relazione all’art. 700 c.p.c., in quanto quest’ultima norma disciplina uno strumento cautelare residuale e sussidiario rispetto a quello generale previsto dall’art. 2378 co. 3 c.c., proponibile solo ove non sussistano i presupposti di fatto e di diritto per accedere a diversi rimedi.

Il ricorso, in ultimo, è dichiarato anche infondato.

Difatti, la parte ricorrente ha dedotto nei motivi di ricorso la mancanza di previsione statutaria espressa e puntuale della causa di esclusione cui il Consorzio si è appellato, consistente nel supposto difetto originario delle condizioni di ammissione.

Tuttavia, ad avviso del Tribunale, si rende comunque applicabile, nella presente fattispecie, l’art. 2533 c.c., in virtù delle caratteristiche peculiari assegnabili al Consorzio convenuto, soggetto alla disciplina delle società cooperative in ragione della peculiare struttura societaria e degli scopi mutualistici perseguiti.

Di conseguenza, in base alla norma citata, al suo comma 1 n. 3, l’esclusione del socio è possibile anche “per mancanza” (originaria) dei requisiti previsti per la partecipazione all’organismo cooperativo.

Tra l’altro, nel caso di specie, la stessa autorità pubblica preposta ai controlli ed alla vigilanza sugli enti cooperativi, all’esito del verbale ispettivo redatto dagli ispettori incaricati dal Ministero dello Sviluppo economico, ha diffidato il Consorzio resistente “ad estromettere i soci non cooperative, in quanto l’art. 27 del D. P.L.C.S. del 14 dicembre 1947 n. 1577 …. prevede la sola presenza di società cooperativa”.

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