DIRITTO SOCIETARIO: Responsabilità dell’amministratore s.r.l. per mala gestio

In Diritto Societario
responsabilità amministratore per malagestio
Tribunale ordinario di Milano, sezione specializzata in materia d’impresa, sentenza n. 8545/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Federica Peluso

La responsabilità dell’amministratore di una s.r.l. deve essere affermata sulla base del principio di causalità tra condotta dell’AU e danno provocato ma non è sufficiente a questi fini il mero esito negativo di un’operazione gestoria.

Il Tribunale di Milano nell’accogliere l’azione di responsabilità promossa dal Fallimento nei confronti dell’Amministratore Unico di una srl per una pluralità di condotte imprudenti e negligenti, ha condannato per l’effetto quest’ultimo al risarcimento dei danni subiti dalla società e dai creditori.

Nel caso di specie, decisivi ai fini dell’accoglimento sono state non solo le condotte omissive dell’amministratore rispetto al mancato versamento di tributi e contributi previdenziali, non ottemperando, dunque, ad un obbligo prescritto dalla legge, alla mancata tenuta delle scritture contabili, ma anche l’aver posto in essere una pluralità di attività estranee all’oggetto sociale andando così ad incrementare ulteriormente le passività della società, non avendo seguito nella gestione della società i principi di diligenza e prudenza, oltre alla tardiva richiesta della dichiarazione di fallimento.

Essendosi tardivamente costituito il convenuto, i giudici milanesi non hanno potuto esaminare l’eccezione di prescrizione da questi sollevata, risultando poi vaghe le sue difese nel merito consistenti nell’invocare una generale situazione di crisi economica ed infondate nella parte in cui, richiamando l’intervenuta cessione della società, ha ritenuto responsabile di parte dei mancati versamenti la società cessionaria. L’avvenuta cessione della società, come affermato dalla pronuncia in esame, non determina il venir meno dei debiti della società secondo quanto disposto dall’art. 2560, comma I, c.c. per il quale “i debiti della società ceduta restano in capo all’alienante se anteriori al trasferimento”. Se così non fosse stato, il danno prodotto dalla condotta negligente dell’amministratore sarebbe in ogni caso stato attenuato dall’eventuale pagamento integrale della società cessionaria.

Inoltre, l’amministratore è condannato anche per aver posto in essere attività manifestamente estranee all’oggetto sociale, come risulta pienamente provato dalla parte attrice, non tanto perché queste hanno avuto un esito negativo ma soprattutto per la decisione di averle assunte, andando così ad operare scelte gestorie non conformi ai canoni di diligenza e prudenza richiesti.

In conclusione, ai fini dell’affermazione della responsabilità dell’amministratore di una srl ex art. 2476 c.c. risulta essenziale verificare la sussistenza del nesso eziologico tra violazione dei doveri, che possono consistere nel mancato rispetto di obblighi previsti dalla legge o dall’atto costitutivo, e produzione del danno mentre l’esito negativo di una data operazione economica non determina necessariamente la suddetta responsabilità se l’amministratore ha agito in base ai principi di diligenza e prudenza.

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