DIRITTO D’AUTORE: quando la gestione di una piattaforma di condivisione online è lesiva di tale diritto

In Diritto d'autore
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sezione seconda, sentenza n. C-610/15 del 14/06/2017 [Leggi provvedimento]
Approfondimento a cura dell’Avv. Veronica Cicardo

Secondo la sentenza n. C-610/15 della CGE la messa a disposizione e la gestione online di una piattaforma di condivisione che consenta la localizzazione e lo scambio di opere protette senza l’autorizzazione del titolare lede il diritto di autore perché configura una comunicazione al pubblico non consentita secondo il diritto europeo.

Nel caso di specie, alcuni fornitori di accesso ad internet gestivano e mettevano consapevolmente a disposizione una piattaforma online in cui gran parte dei file condivisi rinviavano ad opere protette dal diritto d’autore rendendole accessibili, senza l’autorizzazione dei rispettivi titolari e venivano scambiate dagli utenti.

La condivisione di opere protette su internet non autorizzata deve certamente rientrare nella nozione di “comunicazione al pubblico” richiamata dall’art. 3 para 1 della direttiva n. 2001/29, che non consente la divulgazione con qualsiasi di mezzo delle opere senza il consenso dell’autore. Il concetto di “comunicazione al pubblico” deve essere infatti inteso in senso ampio, come si evince esplicitamente dal considerando n. 23 della stessa direttiva in quanto comprende tutte le comunicazioni al pubblico non presente nel luogo in cui esse hanno origine; quindi, anche a mezzo internet.

La ratio di tale interpretazione estensiva deve rintracciarsi nel fatto che la direttiva mira a garantire un elevato livello di protezione al diritto d’autore, in quanto diritto fondamentale a salvaguardia della creatività.  Tale diritto viene minacciato nel momento in cui l’opera intellettuale viene reperita facilmente da un numero elevato ed indeterminato di soggetti, che ne usufruisce senza l’autorizzazione dell’autore. Un alto numero di fruitori non autorizzati dell’opera si può raggiungere nel momento in cui la stessa viene diffusa attraverso internet: quindi, si può affermare che mediante tale mezzo il lavoro intellettuale viene comunicato al pubblico.

Infatti, la nozione di comunicazione al pubblico consta di due elementi cumulativi: un atto di comunicazione di un’opera e la comunicazione della stessa al pubblico.

Gli amministratori della piattaforma avevano messo consapevolmente a disposizione degli utenti la possibilità di accedere a dei files che rinviano ad opere protette con possibilità di scambio: dunque, vi è stata evidentemente una diffusione non autorizzata tra il pubblico; senza la messa a disposizione di tale piattaforma le opere in questione non sarebbero potute essere condivise.

In conclusione, la fornitura e la gestione di una piattaforma di condivisione online deve essere dunque considerata un atto di comunicazione rilevante ai sensi dell’art. 3 para 1 della direttiva 2001/29 lesiva pertanto del diritto d’autore.

 

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