Decreto ingiuntivo: se notificato in via telematica è valido anche se privo di attestazione di conformità

In Diritto Civile, Legal recovery
Trib. Caltanissetta, ordinanza 01-06-2016 [leggi provvedimento]

Il decreto ingiuntivo notificato a mezzo pec è valido anche se su di esso non è apposta l’attestazione di conformità.

E’ questo il principio di diritto statuito dal Tribunale di Caltanissetta con ordinanza del 1° giugno 2016 pronunziata nell’ ambito di una procedura esecutiva mobiliare.

Nel caso di specie, il creditore procedente aveva proposto reclamo avverso l’ordinanza di sospensione della procedura mobiliare de qua, pronunziata a seguito dell’opposizione avanzata dal debitore ai sensi dell’art. 615 co. 2 c.p.c.., sulla base del fatto che il decreto ingiuntivo telematico provvisoriamente esecutivo non fosse stato notificato con la necessaria attestazione di conformità.

Invero, il reclamante deduceva la illegittimità dell’ ordinanza impugnata in virtù delle seguenti circostanze:

1.alcuna attestazione di conformità, nel caso di specie, si rendeva necessaria atteso che il decreto ingiuntivo era stato rilasciato dalla Cancelleria munito di formula esecutiva;

2.in ogni caso, il deposito degli atti indicati all’art. 543 c.p.c. al momento dell’iscrizione al ruolo privi della attestazione di conformità in alcun modo può comportare la declaratoria di inefficacia del pignoramento;

3.il presunto vizio dell’atto, in quanto meramente formale, avrebbe dovuto essere fatto valere nelle forme dell’opposizione agli atti esecutivi nel termine perentorio di venti giorni dalla notificazione del titolo;

4.nel merito, alcuna rilevanza avrebbero potuto avere, in sede esecutiva, le questioni involgenti la sussistenza o meno del credito azionato, dovendo le dette questioni essere sottoposte esclusivamente al vaglio del giudice competente per l’opposizione al decreto ingiuntivo.

Ebbene, il Collegio, chiamato a pronunziarsi sulla questione de qua, ha ritenuto meritevole di accoglimento il reclamo atteso che la notificazione di copia priva dell’attestazione di conformità non incide sul diritto del creditore ad agire in via esecutiva, ma rappresenta soltanto un difetto formale dell’atto notificato.

In altri termini, secondo il Collegio la declaratoria di inefficacia del pignoramento, a fronte di un accertamento di un vizio meramente formale dell’atto depositato al momento dell’iscrizione a ruolo, si porrebbe in contrasto con i principi di economia processuale e di realizzazione degli interessi sostanziali sottesi al processo.

Invero, come ben evidenziato dal Tribunale di Caltanissetta, l’articolo 543, comma 4, del codice di procedura civile deve essere interpretato nel senso che la declaratoria di inefficacia del pignoramento può avvenire soltanto nelle ipotesi di mancata iscrizione a ruolo della procedura nei termini previsti ex lege e di mancato contestuale deposito dell’atto di pignoramento, del titolo e del precetto.

In conclusione, l’assenza dell’attestazione di conformità è da considerarsi quale semplice irregolarità che può essere sanata con il successivo deposito degli originali degli atti cui la stessa si sarebbe eventualmente dovuta riferire.

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