D.L. n.50/2017: le PMI costituite in forma di S.r.l. diventano delle “piccole S.p.A”.

In Diritto Societario
Tempo di Lettura: 4 minuti
Redatto dall’Avv. Rita Claudia Calderina

Il D.L. n. 50/2017 ha realizzato una riforma dirompente nella governance delle PMI costituite in forma di S.r.l., estendendo ad esse le deroghe alla disciplina societaria previste per le start-up innovative e per le PMI innovative.

In relazione alle prime, l’art. 26 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (c.d. Decreto Crescita bis), convertito in L. 17 dicembre 2012 n. 221, ha ampliato l’autonomia societaria introducendo:

1) in deroga al principio sancito ex art. 2468 co.2 e co.3 c.c., la facoltà di prevedere nell’atto costitutivo categorie di quote fornite di diritti diversi;

2) in deroga alla previsione contenuta ex art. 2479 co. 5 c.c.,la facoltà di creare categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono al socio diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione da questi detenuta, ovvero diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative;

3) in deroga a quanto previsto all’art. 2474 c.c., di compiere operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazioni a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi professionali;

4) in deroga a quanto previsto ex art. 2468 co. 1 c.c., la facoltà, per dette società, di accedere all’equity crowdfunding e, più in particolare, di prevedere che le quote di partecipazione in start-up innovative costituite in forma di S.r.l. possano costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso la raccolta di capitali, nei limiti previsti dalle leggi speciali.

In relazione a quest’ultima deroga, il Decreto Crescita bis ha introdotto alcune modifiche al D.lgs n.221/2012 (TUF) al fine di regolamentare esaurientemente l’offerta al pubblico di prodotti finanziari all’art. 1 comma 5-novies T.U.F. (recante la definizione di “portale per la raccolta di capitali”); all’art. 50-quinquies T.U.F. (che specifica i soggetti legittimati alla gestione dei portali quali imprese di investimento, banche autorizzate ai relativi servizi di investimento e i soggetti iscritti in un apposito registro tenuto dalla Consob); all’art. 100-ter T.U.F. (che regolamenta le offerte attraverso i portali per la raccolta di capitali aventi ad oggetto la sottoscrizione di strumenti finanziari).

 

Il legislatore ha inoltre affidato alla Consob ex art. 50-quinquies co. 6 TUF il potere di vigilanza sui gestori di portali e il potere di istruttoria al fine di garantire la regolarità del mercato (essendo autorizzata a inviare e trasmettere atti e documenti).Tale impianto normativo è stato successivamente integrato dal Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on line emesso dalla Consob con delibera n.18592 del 26 giugno 2013 al fine di assicurare l’aggiornamento della legislazione speciale ai mutamenti normativi sul punto.

Per incoraggiare poi lo sviluppo di un mercato sempre più innovativo, il D.L. 24 gennaio 2015, n.33, c.d. Investment Compact 2015, ha esteso le predette deroghe codicistiche (tra cui la facoltà di accedere all’equity crowdfunding) anche alle PMI innovative e agli OICR che investano in azioni o quote delle predette società.

La portata applicativa della riforma inaugurata dal Decreto Crescita bis è stata ulteriormente ampliata con la L. 11 dicembre 2016, n.232 (Legge di Stabilità 2017) a tutte le PMI (sostituendo la parola “PMI” alle parole “start-up innovative” e “PMI-innovative”), anche se prive del requisito dell’innovatività dell’oggetto sociale. Tale intervento ha infatti espunto dall’art. 50 quinquies TUF il riferimento alle start-up innovative e alle PMI innovative e ha introdotto in sostituzione di quest’ultime il riferimento alle PMI.

Tuttavia, la portata ampliativa della Legge di Stabilità è stata inficiata da una “dimenticanza” del legislatore, il quale non ha provveduto a specificare che per le PMI costituite in forma di S.r.l. trovano applicazione le deroghe già introdotte nel Decreto Crescita bis.

Si è reso quindi necessario un intervento correttivo del legislatore al fine di uniformare il quadro normativo in tema di start-up innovative, PMI innovative e PMI non innovative. A tale fine, l’art. 57 del D.L. n.50/2017(c.d. Decreto Correttivo) ha esteso alle PMI costituite in forma di S.r.l. le deroghe previste nel Decreto Crescita bis agli artt. 2468, commi 1,2,3, 2474 e 2479 comma 5 c.c.

Tale evoluzione normativa impatta notevolmente non solo sull’assetto societario delle PMI costituite in forma di S.r.l. (ormai assimilabili a delle “piccole S.p.A”) ma, soprattutto, sulla regolamentazione codicistica in tema di S.r.l. introducendo una dicotomia tra piccole medie imprese costituite in forma di S.r.l. e imprese di grandi dimensioni costituite nella medesima forma societaria.

Mentre quest’ultime infatti continuano a operare entro i limiti del codice, le prime risultano connotate da una maggiore autonomia statutaria in quanto: 1) possono derogare al principio di proporzionalità tra i diritti sociali e la partecipazione posseduta dai soci; 2) possono accedere all’equity crowdfunding; 3) possono creare categorie di quote fornite di diritti diversi: 4) possono effettuare operazioni sulle proprie partecipazioni, qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori, o componenti dell’organo amministrativo, prestatori d’opera o di servizi.

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