CUMULO GIURIDICO: è applicabile in caso di omesso versamento

In Fisco e contabilità
Corte di Cassazione, sezione quinta tributaria, sentenza n.21570 del 26/10/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Alessandro Carofiglio

Con la sentenza n. 21570 del 26 Ottobre 2016 la quinta sezione della Corte di Cassazione ha affermato che è applicabile il cumulo giuridico nelle ipotesi di omesso versamento.

Nel caso in questione l’Agenzia delle Entrate appellava una decisione della Commissione Tributaria del Veneto, relativamente a una cartella di pagamento notificata ad una Srl, per omesso versamento di IVA Irap e Irpeg, a cui si aggiungevano le ritenute effettuate in quanto sostituto d’imposta. La CTR confermava la decisione di primo grado; nello specifico affermava che “nella fattispecie in oggetto ricorre l’ipotesi di concorso formale eterogeneo, previsto dal D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 12, comma 1 prima parte” e inoltre richiamava il secondo comma sempre dell’art 12 D.lgs. n.472/1997. Per la CTR vi erano sia diverse omissioni relative al versamento di acconti sia una serie di omessi versamenti delle imposte dovute che configuravano quella continuazione di cui al secondo comma dell’art. 12.

L’ Agenzia delle Entrate contestava le conclusioni della CTR, deducendo una prima violazione di legge in quanto riteneva che non si dovesse applicare il cumulo giuridico di cui all’art 12 1°comma del D.lgs. 472/1997 bensì la disciplina prevista dall’art 13 del D.lgs. 471/1997 (e quindi si sarebbe rientrati nell’ambito del cumulo materiale). L’Agenzia deduceva una seconda violazione di legge, in quanto ad opinione dell’Agenzia stessa in tema di illeciti tributari si applicherebbe sempre l’art 13 del D.lgs. 471/1997 e non il 2° comma dell’art 12 del D.lgs. 472/1997.

La Suprema Corte ha rigettato entrambi i motivi di ricorso.

In primo luogo, i giudici di legittimità hanno affermato che l’art. 12 ha confermato e soprattutto ampliato il cumulo giuridico per quanto riguarda le sanzioni, difatti ormai il detto cumulo  è da considerarsi obbligatorio e non facoltativo come avveniva in passato (vedi art 8 l. 4/29).

La Corte ha, altresì, ritenuto errato il riferimento all’art. 13 compiuto da parte dell’Agenzia: difatti, l’art. 13, pur individuando l’entità delle singole sanzioni, non esclude la possibilità di applicare il cumulo giuridico.

Secondo gli ermellini, con l’art. 12 vi sono stati grandi cambiamenti sotto diversi punti di vista: “quello dell’obbligatorietà (si chiarisce che la concessione del beneficio non è facoltativa per gli uffici); quello dell’elemento psicologico (non essendo richiesta una “medesima risoluzione”); quello temporale (non essendo limitata allo stesso periodo di imposta); quello oggettivo (applicandosi alla generalità dei tributi ed anche tra violazioni non riguardanti lo stesso tributo).”

Da ultimo, la Corte ha considerato queste violazioni tra loro connesse ed ha, altresì, ritenuto che la fattispecie in esame non potesse essere annoverata tra quelle nell’ambito del “concorso formale eterogeno” così come affermato dalla CTR.

 

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